Banco Popolare e BPM, è giovedì nero. Ciclone Bonomi scompagina fusione?

Per Andrea Bonomi la Popolare di Milano deve essere polo aggregante e non semplice preda. E il mercato adesso si interroga sulla fusione con Banco Popolare

di Enzo Lecci, pubblicato il

Andrea BonomiBanco Popolare e Banca Popolare di Milano sono sempre in difficoltà a Piazza Affari. La prima, massacrata dalle vendite fin dall’apertura della seduta (Banco Popolare affonda a -7%. Dubbi su fusione con Popolare di Milano?) sta ora segnando un calo del 14% mentre BPM è in ribasso del 6,5%. Entrambe le quotate stanno facendo nettamente peggio di un Ftse Mib che è in ribasso dell’1,3%.

 

Fusione Banco Popolare Banca Popolare Milano: ora arriva la variabile Bonomi

 

A spingere le vendite sulle due popolari che oramai da settimane sono ad un passo da una fusione che, a questo punto, non viene più giudicata come scontata, sono due diversi fattori. Da un lato c’è, appunto, l’inesorabile protrarsi di un procedimento di integrazione che sembra ancora bloccato su molti specifici punti, e dall’altro ci sono le recenti notizie in merito alle mosse di Andrea Bonomi, presidente della popolare milanese dal 2011 al 2014 e patron di Investindustrial. Il supermanager avrebbe deciso di scendere nuovamente in campo con una manovra di avvicinamento a tenaglia su BPM. Bonomi avrebbe già sentito stakeholder della Popolare di Milano, a partire dai sindacati. E’ chiaro che la discesa di Bonomi rappresenta una variabile nuova, e completamente inattesa, che è grado di cambiare tutto il quadro. Bonomi, infatti, punterebbe a rendere ancora più forte la banca creando le condizioni affinchè essa diventi un polo aggregante e non una “preda“. 

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