Banco BPM: Castagna spegne fermenti su possibili nozze con Ubi ma spinge su dividendo, la View di Equita

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Carlo Castagna, Ceo di Banco BPM, avrebbe spento gli animi in fermento su possibili operazioni di fusione ed integrazione ma al contempo avrebbe spinto sulla possibilità di un ritorno al dividendo. Equita stima un dividendoo simbolico di 5 centesimi anche se potrebbe essere sostenibile un pagamento a 12 centesimi.

Carlo Castagna, Ceo di Banco BPM, avrebbe spento gli animi in fermento su possibili operazioni di fusione ed integrazione ma al contempo avrebbe spinto sulla possibilità di un ritorno al dividendo.

Nel dettaglio l’AD avrebbe spento a sorpresa i fervori circa una possibile operazione di M&A con Ubi Banca, ipotesi nata, a detta dello stesso, da simulazioni di qualche banca d’investimento senza tuttavia esser effettivamente presente un dossier da esaminare;  in caso di operazioni di tale genere, l’istituto vorrebbe tuttavia rafforzarsi nelle regioni in cui è maggiormente presente e, “detto questo, il consolidamento del sistema bancario italiano è un percorso che prima o poi dovrà essere intrapreso”, rimarca Castagna.

Per quanto riguarda l’ipotesi di fusione con MPS, l’ipotesi sarebbe stata scartata a prescindere poiché i due gruppi non presentano sinergie geografiche

Quanto alla possibilità di poter assistere all’elargizione del dividendo,a valere sull’utile 2019, il CEO si è detto fiducioso che “l’anno si chiuderà positivamente, e se a ciò aggiungiamo anche il raggiungimento di livelli di capitale adeguati potremo finalmente tornare a distribuire un dividendo”.

A tale proposito gli analisti di Equita, che hanno attualmente fissato un giudizio “buy” con target price a 2,8€, hanno stimato una cedola “simbolica” di 5 centesimi (pari ad un payout del 15% e yield del 2,6%) anche se sperano che il management di Banco BPM, anche per inviare un segnale di rinnovata fiducia nella sostenibilità del livello di capitale e dei progressi realizzati con il de-risking, possa decidere per una remunerazione più corposa che remuneri gli azionisti dei sacrifici fatti negli ultimi anni. Secondo gli stessi analisti potrebbe essere elargito anche un dividendo di 12 centesimi (che secondo MF corrisponderebbe ad un pay-out del 32% su un utile netto reported stimato pari a 786 milioni di euro, a fine 2019 dalla perdita di 59 milioni del 2018) porterebbe il dividend yield al 5,5%)

 

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