Banche venete: su salvataggio è scontro in Europa, SRB auspica “stretta”

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Il Single resolution board auspica più vincoli sul salvataggio delle banche dopo il caso di Popolare di Vicenza e Veneto Banca

Il salvataggio delle banche venete è oramai alle spalle ma altrettanto non si può dire per le polemiche su come è stato condotto il fallimento ordinato di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza (Veneto Banca Popolare di Vicenza: nessun salvataggio ma fallimento ordinato, la verità emerge dalle stesse parole).

Ad entrare a gamba tesa sul dossier è stata la numero uno del Single resolution board (Srb), l’unità di risoluzione bancaria europea, Elke König. La presidente, intervistata dal Financial Times, ha sollecitato una stretta sulle norme Ue, affermando che “bisogna assicurarsi che non si mettano gli incentivi sbagliati nel sistema”. Le sue parole sono state interpretate come un riferimento, neppure tanto nascosto, al caso delle banche venete. Ricordiamo, infatti, che Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, dopo aver fallito il ricorso all’aumento di capitale precauzionale, sono state messe in liquidazione secondo la normativa nazionale anziché secondo la direttiva Ue sul bail-in.

Le parole della König hanno provocato l’immediata reazione della Commissione Ue che tramite il portavoce Mina Andreeva è immediatamente intervenuta affermando: “non abbiamo intenzione di cambiare le nostre regole”. La portavoce ha poi aggiunto: “il settore ha bisogno di certezza legale” e la Ue intende “applicare le regole che abbiamo”. Un modo, neppure tanto nascosto, per prendere le distanze dalla posizione della König.

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