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Banche venete: 200mila azionisti senza tutele post-salvataggio, molti beffati due volte da Veneto Banca e BpVi

Molti azionisti di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza avevano addirittura sottoscritto gli aumenti di capitale che le banche venete lanciarono nel 2013-2014: per loro la beffa è stata doppia

veneto banca popolare vicenza

Sempre più velocemente sta calando il sipario sul salvataggio di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza. Il via libera da parte dei due rami del Parlamento alla conversione del controverso decreto sul fallimento ordinato delle due banche venete è oramai dato per assodato. E’ per questo motivo che l’attenzione della comunità finanziaria si è spostata alle vicende dei tanti risparmiatori che hanno dovuto fare i conti con la crisi delle due banche e con il salvataggio realizzato solo ed esclusivamente grazie all’intervento di Intesa Sanpaolo (Veneto Banca Popolare di Vicenza: nessun salvataggio ma fallimento ordinato, la verità emerge dalle stesse parole).

E’ in questo contesto che va inquadrato un approfondimento pubblicato su L’Economia, inserto del lunedì del Corriere della Sera. Questo reportage ha elencato le categorie di risparmiatori che si sono salvate dal fallimento (sia pure ordinato) delle due banche venete e quelle che invece sono state sacrificate.

Nel primo gruppo ci sono, ovviamente, i correntisti, i cui fondi sono rimasti intatti e gli obbligazionisti senior (Correntisti Veneto Banca truffati? Titoli erano spacciati come “sicuri” allo sportello, la verità sul sistema di Montebelluna).

Completamente diverso, invece, è stato il destino degli obbligazionisti subordinati e degli azionisti. Questi ultimi, annota l’inserto del Corriere della Sera, sono stati beffati due volte. Molti di loro, infatti, non solo hanno visto azzerato il valore delle rispettive azioni detenute in portafoglio, ma, oltre a questo danno, hanno dovuto fare anche i conti con la beffa di essersi lasciati convincere a sottoscrivere gli aumenti di capitale che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca lanciarono nel biennio 2013-2014.

Quanti sono gli azionisti delle banche venete che sono rimasti con un pugno di mosche in mano? La stima del supplemento del Corriere della Sera è impressionate: si tratterebbe, infatti, di oltre 200 mila risparmiatori, molti dei quali residenti in Veneto. Una massa enorme di soggetti fisici e giuridici che si sono fidati delle tantissime rassicurazioni sulla ripresa a loro tempo fornite dai vertici, molti dei quali ora indagati, delle due banche venete.

 

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