Banca generali: margine d’intermediazione stabile e utile netto in flessione. Proposta di dividendo a

Il cda di Banca Generali ha approvato in data odierna il progetto di bilancio individuale e consolidato 2018. A livello consolidato il margine d'intermediazione cala di appena lo 0,1% mentre l'utile netto mostra una flessione dell'11,7%.

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Il cda di Banca Generali ha  approvato in data odierna il progetto di bilancio individuale e consolidato 2018. A livello consolidato il margine d'intermediazione cala di appena lo 0,1% mentre l'utile netto mostra una flessione dell'11,7%.

Il margine di intermediazione è risultato quasi inalterato a €449,4 milioni (-0,1%, -4,6% su basi omogenee) contro i 450 milioni del precedente esercizio;  ciò nonostante un contesto di mercati finanziari particolarmente turbolenti e grazie alla costante crescita dei patrimoni e alla diversificazione delle fonti di reddito che ha,  almeno in parte, bilanciato il calo  delle commissioni variabili legate alla dinamica dei mercati finanziari.

Nel dettaglio il margine d’intermediazione è stato dato da: margine finanziario (margine d’interesse e profitti/perdite da operazioni finanziarie e dividendi) in progresso del 5,8% a  84,1 milioni contro i 79,5 milioni dell’anno precedente; commissioni nette diminuite dell’1,4% a 365,3 milioni rispetto ai 370,5 milioni del 2017.

Detraendo i costi operativi (spese per il personale, altre spese amministrative, ammortamenti e altri proventi netti di gestione), che aumentano da 187,9 milioni del 2017 agli attuali 196,6 milioni (+4,6% a/a) e che includono voci non ricorrenti per 7,1 milioni (senza le quali la variazione sarebbe stata trascurabile), si registra un risultato operativo pari a 252,8 milioni, in calo del 3,6% rispetto a fine 2017.

Gli accantonamenti si sono attestati a €25,4 milioni, di cui €4,7 milioni di natura straordinaria per la riorganizzazione della rete che determinerà una diminuzione prospettica nella base di costi ricorrenti.

L’esercizio 2018 è terminato con un utile netto di gruppo pari a €180 milioni. Il dato si paragona ai 204,1 milioni dell’esercizio precedente  (-11,7% a/a ) che però – a dispetto dall’anno in corso – aveva beneficiato di dinamiche particolarmente accomodanti dei mercati finanziari. Al netto delle voci di ricavo variabili, l’utile ricorrente ha mostrato una sensibile crescita del 48% a €128 milioni, confermando l’efficacia delle molte operazioni avviate per rendere solida la sostenibilità della crescita.

Gli indici patrimoniali sono su livelli di eccellenza nonostante l’esposizione alle dinamiche del debito sovrano: il CET 1 ratio risulta pari al 17,5% e il Total Capital ratio al 19,0%, con un’eccedenza di capitale rispetto ai requisiti regolamentari pari a €311 milioni.

A seguito delle suddette performance e della solidità patrimoniale rilevata, il Cda ha ritenuto di proporre alla prossima Assemblea la distribuzione di un dividendo per azione di €1,25 per ognuna delle 115.925.

426 ordinarie in circolazione, per un totale di €144,9 milioni.

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