Banca Carige: il Tesoro punta a farsi da parte, chi comprerà la sua quota?

Il Tesoro è pronto a farsi da parte nel capitale di Banca Carige anche perchè ora c'è pure la convenienza

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il Tesoro è pronto a farsi da parte nel capitale di Banca Carige anche perchè ora c'è pure la convenienza

Sempre grandi movimenti (per ora potenziali) nell’azionariato di Banca Carige. Secondo alcune indiscrezioni di stampa riportate dal Sole24Ore, il Tesoro starebbe prendendo in considerazione la possibilità di uscire dall’azionariato di Carige, dove è presente tramite la Sga, società controllata dal Mef, che detiene una partecipazione pari al 5,4% nel capitale della banca ligure.

Nell’articolo che il Sole24Ore dedica all’ipotesi si può leggere che, “il cantiere sarebbe aperto da tempo, visto che la partecipazione in Carige è formalmente inserita tra quelle smobilizzabili (Available for sale)”. Secondo il quotidiano di Confindustria, la possibile uscita del Tesoro sarebbe molto gettonata soprattutto alla luce del rimbalzo del titolo Carige. “La società di gestione degli NPL ha in carico la partecipazione a 0,008 euro, a fronte di un valore attuale di Borsa di Carige pari a 0,0093 euro” scrive il quotidiano di Confindustria.

Ma chi comprerebbe la quota che il Tesoro punta a mettere sul mercato? Tra i potenziali acquirenti della quota ci sarebbero sia cordata Mincione che la famiglia Malacalza ossia i due poli a cui corrispondono le due liste che si sfideranno per il controllo del consiglio di amministrazione nel corso della prossima riunione degli azionisti del 20 settembre (Banca Carige vola in borsa: Mincione presenta lista per rinnovo CdA).

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