Banca Carige, ecco perché il collocamento della Fondazione è stato un flop

La Fondazione Carige è riuscita a vendere solo l'11% del capitale, anziché il 15%. Le ragioni del flop sono diverse.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Banca Carige, il flop della FondazioneRisultato deludente per la Fondazione Carige, che avrebbe dovuto vendere sul mercato il 15% del capitale dell’istituto, ma alla fine ha dovuto accontentarsi di un più contenuto 10,9%. L’esito del collocamento dell’ad Paolo Momigliano è stato un flop e anziché incassare 140 milioni, l’Ente ne ha ottenuti 95,3 milioni.

La reazione del mercato è stata immediata e il titolo Carige è sprofondato del 17,33% a 0,41 euro, appena al di sopra dei 40 centesimi spuntati dalla Fondazione, un valore a sconto del 20% circa sui prezzi di borsa delle ultime sedute e senza tenere conto che le azioni sono arrivate anche a 70 centesimi in questo periodo.

La Fondazione è così scesa al 29% di Carige, sebbene puntasse al 24%. Resta ancora spazio per scendere ulteriormente al 19%, soglia già autorizzata dal Tesoro.

Tra le cessioni precedenti e la maxi-cessione di questi giorni, l’Ente ha incassato in tutto 150 milioni, spiega Momigliano, necessari per estinguere parte dei 200 milioni di debiti, tra cui verso la stessa controllata, nonché per partecipare in parte all’aumento di capitale di giugno.

 

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I motivi del flop

Ma le ragioni del flop vengono disquisite sulla stampa, che non nasconde il mezzo risultato positivo dell’operazione, ma non può sottolinearne il pasticcio. Inizialmente, la Fondazione aveva annunciato la vendita della quota all’asta, salvo rifiutare le offerte pervenute – tra cui di Investindustrial di Andrea Bonomi – perché ritenute troppo basse. Ecco, quindi, a sorpresa rivolgersi al mercato, al quale ha offerto in un solo colpo oltre 326 milioni di azioni, dando la sensazione di avere fretta di vendere e ingolfando il mercato stesso, a differenza di quanto aveva fatto la Fondazione MPS, che tra dicembre e aprile ha venduto il 31% dell’istituto.

Il fattore tempo è stato cruciale: Momigliano ha temporeggiato troppo e ha venduto solo a ridosso dell’aumento di capitale. Oltre tutto, lo ha fatto in una fase ribassista del mercato, quando le scorse settimane hanno permesso un pò a tutte le banche italiane di risollevarsi dai minimi toccato in questi anni, tanto che la Fondazione MPS ha potuto vendere al di sopra delle attese.

Tanti errori strategici, insomma, che hanno determinato il mezzo flop di questi giorni.

 

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