Banca Mps: in primo semestre utile netto a quota 289 milioni

Banca Mps torna in utile. In miglioramento le voci di bilancio, calano le sofferenze e Cet1 ratio al 13%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Banca Mps torna in utile. In miglioramento le voci di bilancio, calano le sofferenze e Cet1 ratio al 13%

Banca Mps torna in utile nel primo semestre con un risultato di 289 mn euro, a fronte di una perdita di 3,243 mld registrata nello stesso periodo del 2017.

I ricavi complessivi, spiega una nota, si attestano a 1.709 mln (-7,8% a/a), il margine di interesse ammonta a 870 mln (-3,7% a/a), le commissioni nette sono pari a 810 mln (-5,6% a/a). I dividendi, proventi simili e utile delle partecipazioni, inferiori rispetto al 30 giugno 2017, ammontano a 34 mln, in prevalenza rappresentati dal contributo di Axa-Mps. Il risultato netto da negoziazione e delle attività/passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value in contropartita del conto economico al 30 giugno 2018 ammonta a 8 mln (43 mln in 2017).

Gli oneri operativi sono di 1.154 mln (-8,9% a/a), le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali al 30 giugno 2018, pari a 112 mln di euro, risultato operativo lordo del Gruppo risulta pari a 555 mln di euro (586 mln di euro quello relativo al 30 giugno 2017). Al 30 giugno 2018 il Gruppo ha contabilizzato rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed al fair value con impatto sulla redditività complessiva per complessivi 247 mln, inferiori di 4,4 mld rispetto a quelle registrate nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato operativo netto del primo semestre del 2018 del Gruppo è positivo per circa 308 mln di euro, a fronte di un valore negativo pari a 4.045 mln registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

La raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 195,9 mld (+1,1% rispetto al 31 dicembre 2017), in crescita di 2,7 mld di euro rispetto al 31 marzo 2018 per l’incremento dell’indiretta. I volumi di raccolta diretta, che si sono attestati a 96,8 mld di euro, risultano in calo di 1 mld rispetto ai valori di fine dicembre 2017. La raccolta indiretta si è attestata a 99,0 mld, in crescita rispetto sia al 31 dicembre 2017 sia al 31 marzo 2018 (rispettivamente per +3,2 mld e +3,7 mld euro). Il risparmio gestito ammonta a 58,1 mld, i crediti verso la clientela sono di 87 mld (stabile con il dato del 2017).

L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo al 30 giugno 2018 è risultata pari a 19,8 mld, in flessione sia rispetto a fine dicembre 2017 (-23,1 mld) che al 31 marzo 2018 (-22,8 mld), l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del Gruppo si è attestata a 8,7 mld in flessione sia rispetto a fine dicembre 2017 (-6,1 mld) che al 31 marzo 2018 (-4,6 mld). Al 30 giugno 2018, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 56,0%, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2017 (pari a 65,5%) e rispetto al 31 marzo 2018 (pari a 68,8%) a seguito dell’ avvenuto deconsolidamento dei crediti oggetto di cessione. Al 30 giugno 2018 le attività finanziarie valutate al fair value del Gruppo sono risultate pari a 29,3 mld di euro in crescita di 5,1 mld rispetto al 31 dicembre 2017 e di 3,6 al 31 marzo 2018. La posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 12,2 mld in raccolta, superiore di 1 mld rispetto al saldo registrato al 31 dicembre 2017. Al 30 giugno 2018 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a circa 19,3 mld di euro, in calo di 1,8 mld di euro rispetto ai valori registrati al 31 dicembre 2017. Il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a circa 9 mld in calo di 1,4 mld di euro rispetto ai livelli di fine dicembre 2017. Il costo del credito si attesta a 56 punti base (61 nel primo trimestre), la copertura dei crediti deteriorati e’ al 56% (69% sofferenze).

Il common equity tier 1 ratio si è attestato a 13,0% (rispetto al 14,8% di fine 2017) ed il total capital ratio è risultato pari a 14,4%, che si confronta con il valore del 15% registrato a fine dicembre 2017. Il Texas ratio e’ pari a circa il 100%.

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