Azioni più esposte in Turchia: Cementir ha paura, Unicredit molto di meno

Unicredit fa peggio del Ftse Mib ma le paure sulla Turchia sono comunque sopravvalutate

di Enzo Lecci, pubblicato il
Unicredit fa peggio del Ftse Mib ma le paure sulla Turchia sono comunque sopravvalutate

Il recente crollo delle Lira turca con le conseguenti tensioni interne alla Turchia ma anche internazionali, ha determinato l’accensione di un faro sull’esposizione delle quotate italiane nel paese di Erdogan. A fare il punto della questione è stato l’inserto dell’Economia del Corriere della Sera che ha rivolto la sua attenzione a come alcuni titoli di Piazza Affari, a partire da Unicredit, Fca e Pirelli, abbiano avuto forti difficoltà a causa della vicinanza geografica e degli storici legami dell’Italia con la Turchia. Nonostante i ribassi che titoli come ad esempio Unicredit hanno subito, è necessario inquadrare la questione nella sua giusta dimensione. Secondo l’articolo, infatti, la crisi dell’economia turca potrebbe avere un impatto molto limitato sui titoli italiani. Unica eccezione potrebbe essere rappresentata da Cementir che in Turchia genera quasi il 20% del suo fatturato.

La posizione di Unicredit è invece molto più soft. La banca guidata da Mustier è azionista della turca Yapi Kredi. Questo istituto, però, che nel 2017 ha rappresentato l’1,7% dei ricavi e il 5,4% del risultato operativo del gruppo. L’inserto economico del Corriere della Sera, afferma che secondo Berenberg “le questioni politiche in Italia e quelle relative all’economia di Ankara saranno il driver di breve termine del titolo ma, sul titolo il giudizio è buy, con un prezzo obiettivo che è passato da 19 a 18 euro”.

Il parere di Berenberg è supportato dall’analisi del dal team Investimenti di UBI Pramerica sgr, secondo il quale afferma che “nel peggiore dei casi alcune stime mostrano che le perdite per le prime cinque banche non dovrebbero superare il 12% dell’esposizione”.

Unicredit a Piazza Affari sta segnando oggi un calo dell’1,03% contro un Ftse Mib in flessione dello 0,4%.

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