Azione MPS: “una legge dello Stato” sta espropriando i piccoli azionisti Monte dei Paschi

Tutto il testo dell'intervento assembleare di azione Mps, l'associazione che raggruppa i piccoli azionisti di Monte dei Paschi

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Tutto il testo dell'intervento assembleare di azione Mps, l'associazione che raggruppa i piccoli azionisti di Monte dei Paschi

L’Associazione Banca Monte dei Paschi di Siena ha diramato un comunicato stampa contenente l’intervento del suo rappresentate nel corso dell’assemblea degli azionisti di Mps in agenda oggi. Il testo del comunicato è qui riprodotto.

 

Come ormai noto, la maggioranza assoluta del capitale è detenuta da oltre 150.000 Piccoli Azionisti, che in mancanza di adeguati strumenti normativi che consentano e agevolino la partecipazione, sono da noi rappresentati.

Siamo chiamati a celebrare una normale Assemblea, con approvazione di bilancio e relazione sulla remunerazione. Gli azionisti sono chiamati ad esercitare il loro dovere, pur sapendo che una Legge dello Stato li sta espropriando.
Ricordiamo al management che il loro ruolo amministrativo è esercitato nell’interesse della proprietà. Questo deve essere sempre vero, anche quando la proprietà è in mano ai Piccoli Azionisti.
Sappiamo che è in corso la presentazione di un piano di ristrutturazione alla Commissione Europea – DG Comp. Sappiamo anche che la competenza dell’Unione è esclusivamente sulla concessione di aiuti di Stato, per evitare che il Monte goda di vantaggi impropri.
Avremmo al riguardo gradito che in questa occasione fossero presenti rappresentati della Commissione Europea, dell’EBA, della BCE, della Consob, della Banca d’Italia e dello Stato Italiano, se non per fornire risposte ai proprietari di questa Banca, almeno per ascoltarne domande, obiezioni e proposte.

Ci riferiamo alla legge 237, con la quale lo Stato Italiano espropria gli azionisti dalla loro proprietà, in spregio al diritto commerciale e alle direttive europee, già in vigore e allo studio, su diritti degli azionisti e sull’Unione del Mercato dei Capitali, CMU, che intende agevolare l’investimento diretto nelle Società quotate; a livello domestico, citiamo l’art. 47 della Costituzione, con il quale si stabilisce che la Repubblica tutela l’accesso del risparmio popolare alla proprietà delle grandi Società.
Riteniamo quindi che sia necessario eccepire in sede comunitaria la sproporzione, della Legge 237 e di quanto in essa previsto, con riferimento alla valutazione della Banca a prezzi di mercato, evidentemente viziata dalla speculazione ribassista come richiamato dal Presidente Vegas nella sua audizione parlamentare, ed allo sconto ingiustificabile che lo Stato si è autoattribuito per la ricapitalizzazione prudenziale.
Noi non abbiamo accesso a quel tavolo negoziale. Il Management del Monte si.
Sentiamo inoltre parlare di cartolarizzazione delle sofferenze. Facciamo presente che, nel caso in cui detta operazione fosse fattibile solo previa ulteriore svalutazione delle stesse con utilizzo dell’attuale patrimonio netto, agli attuali azionisti sarebbe dovuta l’assegnazione della quota junior, come da piano precedente non andato a buon fine.
Se paghiamo noi, le sofferenze diventano nostre. Il nostro patrimonio non può servire per fare regali ad interessati fondi avvoltoio.
Ricordiamo infine allo Stato italiano che l’investimento nel gruppo MPS è di carattere transitorio; ci saremmo aspettati nella Legge 237 una maggior lungimiranza, per esempio con la previsione dell’emissione di warrant riservati agli attuali azionisti per la sottoscrizione delle azioni di proprietà dello Stato, allo stesso prezzo. Prendiamo atto che così non si è fatto; questa è quindi la proposta dei Piccoli Azionisti, ed è sul tavolo.

Mi avvio alla conclusione, ringraziando per la pazienza, rivolgendo alcune domande:

  • Con riferimento alla Legge 237, chiedo quali siano gli step previsti dalla Legge, le entità coinvolte con le relative attribuzioni e responsabilità, ed i tempi previsti per la loro realizzazione.
  • Ove possibile, chiedo quanti nuovi ingressi a Sofferenze si siano verificati nel primo trimestre 2017 e quanto sia stato recuperato.
  • Rispetto alla data di determinazione dello shortfall di capitale, quanto flusso di cassa ad oggi sia stato generato dalla gestione, comprendendo anche la cessione delle carte di credito.
  • Chiedo alla Presidente del Collegio Sindacale di certificare in questa sede quale sia, ad avvenuta approvazione del bilancio ed imputazione delle perdite, il patrimonio netto contabile ed il valore per azione risultante.

Concludo l’intervento con un’osservazione: il patrimonio maggiore di ogni Banca è la fiducia della Clientela. Prendiamo atto che le Istituzioni di Vigilanza, con la modalità delle loro comunicazioni, non hanno certo contribuito a consolidarlo. L’operato di tutti i dipendenti invece, come appena riconosciuto dal dott. Morelli, lo ha mantenuto oltre ogni ragionevole aspettativa. Qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza.

Associazione di Piccoli Azionisti

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