AXA: continua incertezza estiva su mercato italiano

Restano positive le prospettive sull'Italia, nonostante una stabilizzazione dei fondamentali economici dopo un rallentamento nella prima metà dell’anno.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Restano positive le prospettive sull'Italia, nonostante una stabilizzazione dei fondamentali economici dopo un rallentamento nella prima metà dell’anno.

“Il sentiment generale sui mercati Italiani è peggiorato sensibilmente nel secondo trimestre a seguito di un marcato, e per certi versi inaspettato, aumento del rischio Paese, nonché di una correzione degli indicatori economici anticipatori. Il quadro congiunturale si colloca comunque in una economia globale solida, che nonostante i diversi focolai di rischio è prevista in crescita del 3,9% durante il 2018.

Prevale” però “una grande incertezza sia sulla durata effettiva di un ciclo congiunturale che negli Stati Uniti appare maturo, come anche sulla sostenibilità della crescita dell’Eurozona in uno scenario di rallentamento globale”. Lo afferma Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di Axa Investment Managers Italia, puntualizzando che “per gli investitori, esteri e domestici, la domanda principale riguarda l’implementazione di misure di bilancio che potrebbero al limite gravare sulla traiettoria virtuosa richiesta dai partner europei dell’Italia. In questo senso, l’interesse per il budget 2019 è molto alto e contribuisce a sostenere la volatilità finanziaria, importante parametro di valutazione relativa della classi di attivo.

Se per il momento il rischio Paese non traspare ancora nelle decisioni e nei piani di investimento delle aziende, è anche vero che il prolungarsi di questa fase di incertezza potrebbe recare danno agli aggregati economici, rallentando così oltre le attese la crescita nel 2019”. Tentori, nelle sue previsioni, stima una crescita del Pil Italiano leggermente sopra il consenso degli analisti, sia per quest’anno (1,5%) che per il 2019 (1,4%). “Nel medio/lungo periodo dominano invece le solite tematiche inerenti alla sostenibilità fiscale e alla competitività internazionale dell’export. Va necessariamente fatto notare che queste importanti tematiche non sono una peculiarità dell’economia Italiana, ma sono piuttosto condivise da diversi Paesi membri dell’Unione”.

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