Aumento capitale Unicredit: precisazioni sulla situazione patrimoniale

Forti vendite su Unicredit con il titolo in calo di oltre 4 punti percentuali

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Forti vendite su Unicredit con il titolo in calo di oltre 4 punti percentuali

Unicredit ha comunicato alcune indicazioni sulla situazione patrimoniale e finanziarie dell’istituto, in vista dell’avvio dell’aumento di capitale da 13 miliardi di euro che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe partire il prossimo 6 febbraio (Aumento capitale Unicredit: oggi un CdA straordinario. Azioni in ribasso).

Nel documento di registrazione relativo alla ricapitalizzazione, Unicredit ha anticipato che dall’implementazione di alcune azioni del piano strategico sono attesi impatti negativi sui coefficienti patrimoniali (Common equity tier 1 ratio, Tier1 ratio e Total capital ratio) e impatti negativi non ricorrenti sul risultato economico netto del quarto trimestre 2016, pari a complessivi 12,2 miliardi di euro. Tali impatti sono in buona parte causati dall’incremento del grado di copertura sul portafoglio di crediti oggetto di cessione nell’ambito del “Progetto Fino” (avente ad oggetto la riduzione del portafoglio di crediti non core classificati a sofferenza attraverso un’operazione di mercato) e sui crediti deteriorati oggetto del “Progetto Porto” (ossia l’incremento del grado di copertura sulle sofferenze e inadempienze probabili del portafoglio crediti italiano).

Per quello che riguarda la profittabilità, nell’ambito del processo SREP 2016 (il Supervisory Review and Evaluation Process disciplinato dalla CRD IV e dalla Disposizioni di Vigilanza cui le banche sono sottoposte, con cadenza annuale, dalla BCE o dalle competenti autorità di vigilanza nazionali), la BCE ha evidenziato il persistere di un livello di profittabilità debole da imputare sia a fattori macroeconomici, sia a fattori specifici dell’istituto.

Alla luce di quanto detto, in esecuzione del piano strategico, per effetto dello sfasamento temporale tra queste azioni e l’esecuzione dell’aumento di capitale nonché il completamento delle operazioni di cessione di attività in corso di esecuzione, Unicredit prevede che non risulteranno rispettati i limiti prudenziali applicabili sia al 31 dicembre 2016 sia a partire dal 1° gennaio 2017 ai sensi dello SREP 2016.
Più nello specifico, i coefficienti patrimoniali (phase in) di Unicredit al 31 dicembre 2016 sono attesi a circa l’8% per il CET1 capital ratio, al 9% per il tier1 capital ratio e al 11,5% per il Total capital ratio. Al riguardo, al 31 dicembre 2016, non risulterebbe rispettato il solo coefficiente patrimoniale relativo al capital ratio per circa il 2%. In relazione, invece, ai requisiti patrimoniali applicabili a partire dal 1° gennaio 2017, Unicredit prevede che non risulteranno temporaneamente rispettati i “Requisiti OCR” per il CET1 capital ratio (pari al 8,755%) per circa 1 punto percentuale.

Per finire Unicredit ha ricordato che non sarà possibile procedere alla distribuzione dei dividendi e al pagamento delle cedole degli strumenti Additional tier 1 fino al ripristino dei requisiti patrimoniali non rispettati.

La reazione a Piazza Affari

Questa mattina a Piazza Affari Unicredit sta registrando una flessione del 4,11% contro un Ftse Mib in ribasso del 2,05%. Ricordiamo che Unicredit oggi è anche finita in asta di volatilità per eccesso di ribasso (Azioni Unicredit sospese, titolo massacrato dalle vendite).

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