Aumento capitale MPS: Fondazione pronta alla sfida. Cosa avverrà domani?

Il cda di MPS è stato convocato per domani per decidere sull'innalzamento dell'aumento di capitale a 5 miliardi di euro. Intanto, la Fondazione scende al 2,5%.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Antonella Mansi, Fondazione MPSSi terrà domani mattina la riunione del cda di MPS, chiamato quasi certamente ad innalzare dai 3 a 5 miliardi di euro il tetto massimo previsto a dicembre per l’aumento di capitale.

 

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L’indiscrezione è nell’aria da un paio di giorni, tanto che inizialmente il titolo era crollato del 10,4%, salvo adesso salire e attestarsi in zona 0,2360 euro, per una capitalizzazione complessiva di 2,5 miliardi, la metà della ricapitalizzazione che dovrebbe essere varata domani.

Da Rocca Salimbeni, si commentano i rumors di questi giorni, sostenendo che alla luce della visione delle metodologie applicate dall'”Asset Quality Review” della BCE e in riferimento anche alla necessità di rimborsare i Monti-bond entro quest’anno, come imposto dalla Commissione europea, la banca sta valutando le relative implicazioni sull’ammontare necessario di aumento di capitale.

In sostanza, l’istituto mirerebbe non più a rimborsare solo 3 dei 4,07 miliardi di Monti-bond sottoscritti a fine febbraio del 2013, su cui grava anche la cedola del 9% per l’esercizio 2013 (360 milioni), bensì provvederebbe al rimborso integrale. Ciò consentirebbe alla banca di raggiungere due obiettivi: sgravarsi dagli interessi onerosi, che zavorrano il risultato d’esercizio e mostrarsi più solida da un punto di vista patrimoniale, ora che sono in corso i test europei.

Intanto, la Fondazione ha comunicato alla Consob di essere scesa dal precedente 3,1% al 2,5%. Trattasi della quota vincolata al patto para-sociale con BTG Pactual (4,5%) e Fintech Advisory Inc. (2%). Sia i due fondi che l’Ente dovrebbero partecipare pro-quota all’aumento, anche qualora domani dovesse essere innalzato a 5 miliardi. Il maggiore esborso per Palazzo Sansedoni ammonterebbe a 50 milioni, una cifra accettabile, visto che ha ceduto nel 2014 il 32,9% di MPS a un prezzo medio di 23,50 centesimi per azione, saldando il debito da 340 milioni e restando con un’ampia disponibilità di cassa.

 

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