Aumento capitale Banco Popolare: affondano i diritti ma intervento Atlante è scongiurato (forse)

Pioggia di vendite sul Banco Popolare nonostante le buone indicazioni in merito alla sottoscrizione dell'aumento di capitale

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Pioggia di vendite sul Banco Popolare nonostante le buone indicazioni in merito alla sottoscrizione dell'aumento di capitale

La pioggia di vendite che sta affondando il settore bancario a causa delle preoccupazioni per il possibile Brexit, sta avendo effetti fortemente negativi sull’aumento di capitale di Banco Popolare con le azioni dell’istituto scaligero che sono in asta di volatilità per eccesso di ribasso (Banco Popolare e BPM sospese, pioggia di vendite sui titoli) e i diritti che lasciano sul parterre circa il 18%.

Impressionanti i numeri sull’andamento dei diritti che sono passati da 1,17 euro di lunedì 6 giugno (data di avvio dell’operazione) agli 0,4920 euro di oggi.

Una buona notizia sull’aumento di capitale di Banco Popolare però potrebbe esserci. Secondo alcune indiscrezioni di stampa apparse su Il Messaggero, infatti, la ricapitalizzazione, propedeutica alla fusione con la Banca Popolare di Milano, avrebbe già ottenuto sottoscrizioni pari al 20%. Alcuni analisti si spingono ad affermare che, se tali dati fossero confermati, l’ipotizzato intervento del Fondo Atlante potrebbe essere ridimensionare o addirittura eliminato del tutto. In altre parole la buona riuscita dell’operazione, di fatto limiterebbe l’azione di Atlante ai soli casi di veneto Banca e della Popolare di Vicenza e questo non potrebbero che far bene a tutto il settore bancario.

Ricordiamo che i diritti di opzione relativi all’aumento di capitale di Banco Popolare saranno negoziabili fino al 16 giugno ed esercitabili fino al 22 giugno. L’operazione è garantita da un consorzio composto da composto da Mediobanca e BofA Merrill Lynch.

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