Aumento capitale Banca Carige: accordo sul consorzio, voci su intervento di Intesa, Generali e Unipol

Secondo alcune indiscrezioni di stampa attraverso la conversione di bond Carige in azioni sarebbero pronte a intervenire anche Intesa, Generali e Unipol

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Secondo alcune indiscrezioni di stampa attraverso la conversione di bond Carige in azioni sarebbero pronte a intervenire anche Intesa, Generali e Unipol

Buone notizie per l’aumento di capitale di Banca Carige che la scorsa settimana era finito in una sorta di limbo a causa dell’impossibilità di formare un consorzio di garanzia (Aumento capitale Banca Carige: gara contro il tempo, Genova resta col cerino in mano).

La banca ligure ha reso noto di aver trovato un accordo per la costituzione del consorzio di garanzia il quale, come prevede la normativa, si farà carico dell’eventuale inoptato dell’operazione di ricapitalizzazione.

Le banche che faranno parte del consorzio di garanzia dell’aumento di capitale di Banca Carige sono Deutsche Bank, Credit Suisse e Barclays. Non è questa l’unica notizia positiva che potrebbe riportare un pò di sereno in casa della banca ligure. Gli azionisti Malacalza e Volpi, infatti, si sono impegnati a sottoscrivere l’aumento per il 17,6% e per il 9,9%. Tra gli altri enti pronti a sostenere l’aumento di capitale di Banca Carige ci saranno anche Coop Liguria e Aldo Spinelli, titolari del 3,4% del capitale. Anche la Fondazione Banca Carige, previa autorizzazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dovrebbe fare la sua parte.

Ricordiamo che, come già stabilito la scorsa settimana, il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni è di 1 centesimo (Aumento capitale Banca Carige: prezzo sottoscrizione a 0,01 euro, sconto TERP nel range 26-27%).

Alla luce delle novità sul consorzio di garanzia e degli impegni presi dai citati azionisti, è ora molto probabile che la ricapitalizzazione della banca ligure possa partire mercoledì 22 novembre.

Le novità su Banca Carige non riguardano comunque solo l’aumento di capitale. Secondo il quotidiano La Stampa, infatti, attraverso la conversione di bond in azioni, sarebbero pronte a intervenire anche Intesa Sanpaolo, Generali e Unipol. Tali rumors, comunque, non hanno ancora trovato conferma.

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