Assemblea MPS, rischi dai test BCE. Viola: forse rimborso integrale Monti-bond

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Assemblea azionisti MPSE’ in corso l’assemblea degli azionisti di MPS, chiamata ad approvare l’aumento di 5 miliardi di euro, dopo che il cda lo ha innalzato nelle scorse settimane dai 3 miliardi previsti sin da dicembre. Presente in seconda convocazione il 34,7% del capitale della banca senese.

Nella sua relazione, l’ad Fabrizio Viola ha confermato che la ricapitalizzazione avrà inizio nella prima parte di giugno e dovrà concludersi entro la metà di luglio. Il manager si è mostrato abbastanza ottimista sull’esito dell’operazione, spiegando che il capitale è passato da marzo ad oggi di mano per più di una volta, cosa che dimostrerebbe l’approccio positivo, tale da non temere rischi di mercato o di altre recessioni nel brevissimo termine. Semmai, ammette, il rischio più importante è determinato dai test europei in ottobre. In ogni caso, ha dichiarato di attendersi un inoptato minimo.

E per quella data, continua Viola, MPS potrebbe rimborsare i rimanenti 1,071 miliardi di euro di Monti-bond, dopo avere provveduto entro luglio a rimborsare 3 miliardi. La decisione sarà presa in ottobre.

Considerando non rimborsati gli 1,071 miliardi delle obbligazioni sottoscritte dal Tesoro, MPS mostrerebbe un ratio patrimoniale pro-forma, secondo i criteri di Basilea 3, del 13,3%, notevolmente al di sopra del 10,8% della media delle banche europee.  Viola ha, infine, escluso ulteriori aumenti di capitale.

Scontro Mansi-Profumo?

A seguire, ha parlato il presidente della Fondazione, Antonella Mansi, presente all’assemblea per l’ultima volta, avendo dichiarato la sua volontà di non ricandidarsi per un secondo mandato, quando giungerà a termine a giugno il suo incarico. La Mansi ha affermato che il patto para-sociale firmato con BTG Pactual e Fintech Advisory Inc è finalizzato alla creazione di un nucleo stabile di azionisti, che guardi alla partecipazione in un’ottica di investimento di lungo periodo e lontano da logiche speculative.

 

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Sempre la Mansi ha chiesto agli amministratori dell’istituto un ulteriore sforzo successivo al rafforzamento patrimoniale, che vada nella direzione di una banca che torni a produrre utili e a distribuire dividendi, grazie a un miglioramento di efficienza, tramite maggiori ricavi soddisfacenti e risultati operativi in crescita.

Analisi ingenerose per Alessandro Profumo, che non ha gradito le critiche in assemblea di alcuni azionisti, ricordando come il primo trimestre dell’anno si sia chiuso meglio delle attese, nonostante sia stato gravato da un extra-costo di 143 milioni, legato agli oneri dei Monti-bond e relativi alle cessioni delle azioni da parte della Fondazione. Nonostante l’assenza di riferimenti, pare che l’intervento stizzito di Profumo sia una risposta alle richieste della Mansi di maggiore efficienza ai vertici di MPS.

 

 

 

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