Borsa di Milano cambia segno: Unicredit scatta dopo i conti, Mediaset ancora brillante

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Ore 16:50 – A meno di un’ora dalla chiusura di contrattazioni la Borsa di Milano consolida il rosso derivante dall’apertura negativa di Wall Street (Apertura Wall Street in ribasso: si cercano indicazioni dalla Fed). In questo momento il Ftse Mib cede lo 0,72% a 16.637,40 punti.

 

 

 

 

Ore 15:28 – Passati quasi in secondo piano i dati macroeconomici italiani (Non si arresta la caduta del Pil italiano ma il governo scorge segnali di ripresa) a pochi minuti dall’apertura di Wall Street, la Borsa di Milano consolida il rialzo sopra la parità (+0,32 a 16.811,20 punti ). Banche protagoniste dopo la trimestrale Unicredit che è andata al di là delle aspettative (Unicredit festeggia in Borsa i conti del primo semestre). Piazza Cordusio svetta quindi con un 3,36%, seguita da Mps, Bper, Banco Popolare, Mediobanca e Bpm. Proseguono gli acquisti su Mediaset mentre su Campari c’è il gradimento del mercato sui conti semestrali (Semestrale Campari: restrizioni alle scorte, crollano utili e margini). La società attiva nel settore beverage guadagna il 3,71%. Le vendite intanto non lasciano scampo a Pirelli e Telecom Italia.

 

 

 

Ore 09:35 – Trascorsi diversi minuti dall’apertura delle contrattazioni la Borsa di Milano prosegue moderata. Mediaset continua ancora a svettare con un +2,68% mentre le banche sono ben impostate. Perdite moderate per Telecom Italia (-0,25%) in un quadro segnato dal tracollo di Pirelli. Il produttore di pneumatici sfiora il -4% dopo la revisione al ribasso dei target 2013. Il Ftse Mib avanza dello 0,20% a quota 16.790,92 punti.

 

 

 

La Borsa di Milano ha avviato la seduta odierna con indici in rialzo ma poco mossi. I mercati sono tranquilli in questo inizio agosto, mese in cui i volumi di scambio sono generalmente molto scarsi.

Ieri Piazza Affari tuttavia ha mantenuto una certa vivacità complice la innumerevoli trimestrali societarie in corso di pubblicazione. Oggi l’attesa è tutta per Unicredit con il consensus che vede profitti in crescita rispetto al 2012. Sull’andamento dei titoli bancari gioca un ruolo fondamentale lo spread Btp-Bund, il gap in termini di rendimento-rischio dei nostri titoli di Stato nei confronti delle solidissime obbligazioni tedesche. Ribaltando quanto ci si poteva aspettare, l’indicatore è sceso sotto i 260 punti nonostante il clima politico in Italia sia piuttosto infuocato. La condanna definitiva del leader Pdl Silvio Berlusconi fa tremare i destini del governo di Enrico Letta che però, evidentemente, viene ritenuto solido dai mercati internazionali. Nel quadro delle vicende internazionali la tensioni nella maggioranza che sostiene l’esecutivo italiano non sono ritenute di certo un grave problema finanziario visto l’abbondante flusso di liquidità che le banche centrali stanno immettendo nei mercati. Con denaro fresco a tassi contenuti gli investitori ritengono non particolarmente rischioso l’investimento in titoli di Stato italiani. 

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