Apertura Borsa di Milano: banche vendute dopo la scure di S&P

Piazza Affari subisce il downgrade sul comparto bancario italiano da parte dell'agenzia di rating e così accelera al ribasso. Unicredit unica nel settore procede in leggero rialzo

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apertura piazza affariOre 09:45 – Come era lecito aspettarsi le banche a Piazza Affari hanno avviato e, proseguono gli scambi, all’insegna dei segni negativi. I ribassi più marcati li stanno facendo registrare le banche popolari che oltre al downgrade di S&P (Standard and Poor’s declassa il rating di 17 banche. Graziate Intesa e Unicredit) rintracciano dopo aver corso molto ieri.

Unica in rialzo sul Ftse Mib è Unicredit (+0,30) che si è salvata dalla scure di S&P. Le vendite colpiscono ancora Saipem (-1%) mentre Prysmian affonda cedendo il 3,42%. Svetta invece Stm che prova a risollevarsi dopo la delusione per una trimestrale al di sotto delle aspettative. Su questo quadro il Ftse Mib accelera al ribasso e cede lo 0,44% a 16.371,09 punti.

La Borsa di Milano nei primissimi minuti di contrattazioni rallenta decisamente il passo dopo l’eccellente seduta di ieri (Chiusura Borsa di Milano brillante: festeggiano le banche, Tod’s a picco). Il clima sui mercati è decisamente positivo dopo che gli indici Pmi dell’Eurozona hanno mostrato a luglio un ritorno all’espansione dell’economia nel Vecchio Continente. Per il momento la crescita sembra un’incognita per l’Italia e continuerà ad esserlo, secondo Standard & Poor’s, anche nel 2014. Ieri sera a mercati chiusi è arrivato infatti un durissimo report dell’agenzia internazionale che ha tagliato il rating di ben 17 istituti di credito del nostro Paese (Standard and Poor’s declassa il rating di 17 banche. Graziate Intesa e Unicredit). Questo declassamento è arrivato dopo che due settimane fa S&P aveva rivisto al ribasso il merito creditizio italiano. Parlando delle nostre prospettive economiche, S&P ha spiegato che il Pil 2013 subirà un ribasso dell’1,9% concludendo nel peggiore dei modi un periodo cominciato nel 2007 dove il nostro Paese ha preso complessivamente il 9% di crescita in termini reali, con un -25% per gli investimenti e un prodotto pro-capite inferiore ai livelli di sei anni fa. Standard & Poor’s ha aggiunto di non aspettarsi un’inversione di tendenza significativa nel 2014. Preoccupati da questi dati gli investitori di Piazza Affari proveranno a risollevarsi guardando all’apertura di Wall Street prevista in rialzo dopo la pubblicazioni di trimestrali societarie decisamente brillanti (Facebook: trimestrale da sogno grazie alla pubblicità su mobile).

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