Anche Creval vara un aumento di capitale. Ecco tutte le ricapitalizzazioni

Con Creval, si allunga la lista delle banche italiane che si ricapitalizzeranno quest'anno. Il rischio che il mercato sia ingolfato da numerose operazioni esiste, ma il clima è positivo tra gli investitori.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il

Ecco tutti gli aumenti capitale banche italianeAnche Credito Valtellinese avrà il suo aumento di capitale. Lo ha varato ieri il consiglio di amministrazione dell’istituto, che ha previsto una ricapitalizzazione fino a 400 milioni di euro. L’obiettivo è il rafforzamento patrimoniale, con il Common Equity Tier 1 Ratio al 10,9% pro forma dall’1 gennaio 2014 e all’11,7% entro il 2016.

La banca mira anche a un ammontare di crediti verso la clientela per 21 miliardi di euro al 2016 e a un utile netto di gruppo di 104 milioni, sempre al 2016.

Ma in vista degli “Asset Quality Review” della BCE e dei successivi stress-test dell’Eba, sono diversi gli istituti che hanno già varato aumenti di capitale, da tenersi a partire dalle prossime settimane. La maggiore capitalizzazione per importo spetta a  MPS, pari a 3 miliardi di euro, con la banca che capitalizza in borsa appena 2 miliardi. L’aumento dovrebbe iniziare dalla seconda metà di maggio, dopo il braccio di ferro tra Fondazione e manager dell’istituto, con questi ultimi che avrebbero voluto anticiparlo a gennaio.

 

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Banco Popolare si ricapitalizzerà per 1,5 miliardi di euro, la Popolare di Vicenza per un miliardo, Carige per 800 milioni, Banca Popolare di Milano per 500 milioni, la Popolare di Sondrio per 450 milioni, lo stesso importo che presto dovrebbe annunciare anche Veneto Banca, mentre ci si attende che la Popolare di Bari si ricapitalizzi per 200-250 milioni.

 

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In tutto, fanno 8 miliardi di euro. Una cifra complessivamente non altissima, se si pensa che all’inizio del 2012, la sola Unicredit si ricapitalizzò per 7,5 miliardi di euro e che in due anni MPS aumentò il capitale pressappoco dello stesso importo. 

In più, il mercato dei capitali è molto meno gravato da tensioni in questi mesi, come dimostra il calo dei rendimenti dei nostri BTp, nonostante i timori legati a una crisi geo-politica, scatenata dagli eventi in Ucraina.

Il rischio ingorgo, tuttavia, non va nemmeno minimizzato, perché diverse operazioni potrebbero essere esercitate nell’arco di poche settimane. Tra tarda primavera e inizio estate, il mercato potrebbe essere bombardato da richieste plurime di capitali. Grazie al succitato clima positivo, non dovrebbero riscontrarsi grossi problemi, ma certamente la Banca d’Italia cercherà di coordinare, nei limiti dei suoi poteri, la tempistica dei vari istituti.

 

 

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