A Wall Street sta scoppiando la bolla di internet? Ecco alcuni dati

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Wall Street, bolla internet sta scoppiando?Da molto tempo si parla della bolla azionaria di Wall Street, che avrebbe coinvolto, in particolare, le società del comparto high-tech. Come non ricordare le polemiche di due anni fa, allorquando si quotò al Nasdaq Facebook, perdendo in poche settimane dopo l’IPO circa il 50% del suo prezzo iniziale.

 

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I dati

Per fortuna, dall’agosto del 2013, le azioni Facebook hanno recuperato e oggi quotano ampiamente sopra il prezzo dell’IPO. Ma il trend delle ultime settimane è allarmante e non solo per la creatura di Mark Zuckenberg, anzi.

Le prime 14 big di internet hanno lasciato sul terreno in un solo mese 275 miliardi di dollari. A marzo, tutte insieme valevano 1.400 miliardi, per cui la perdita è stata mediamente del 20%.

Esaminiamo la situazione di alcuni colossi mondiali, iniziando proprio da Facebook. Il titolo del social network più famoso al mondo valeva oltre 70 dollari ai picchi di marzo, oggi quota poco più di 58 dollari. Il calo è stato di oltre il 17%.

Le azioni Google vengono scambiate oggi a 559 dollari ciascuna, il 12% in meno del valore massimo toccato a marzo. Molto peggio è andata a Twitter, il cui titolo viaggia ora a meno di 42 dollari, perdendo oltre il 45% dai picchi di fine dicembre, quando le azioni si attestavano a ridosso degli 80 dollari.

Pesante anche il crollo di LinkedIn, il social che mette in relazione tra loro i professionisti di tutto il mondo. Le sue azioni valgono oggi 169 dollari ciascuna, ma a settembre 2013 erano quasi a 250 dollari. Da allora si è registrato un trend costantemente in calo.

Bisogna chiedersi se non sia, persino, benevolo il calo di queste ultime settimane, che potrebbe avere corretto gli eccessi nei mesi e degli anni scorsi.

Il problema è che non tutti gli analisti concordano sul fatto che si tratti di semplici correzioni, alcuni di loro ritengono che sia in atto una fuga verso altri settori. Insomma, starebbe scoppiando la bolla di internet o high-tech, che dir si voglia. 

 

E in Italia?

Di certo, il fenomeno non è nuovo. Tra il 1999 e il 2000, proprio internet fece esplodere la bolla a Wall Street. E bisogna ammettere che c’è un altro settore che potrebbe riguardarci da molto più vicino e che presenta alcune caratteristiche simili a quelle del settore internet: è il lusso made in Italy.

Negli ultimi mesi, le società del lusso italiane sono state inondate in borsa di carta, con richieste spettacolari, che da un lato dimostrano il forte apprezzamento degli investitori verso i nostri marchi tradizionali, dall’altro potrebbero essere la spia di una bolla, pronta a scoppiare non appena si troverà un altro settore su cui puntare. La prudenza è obbligatoria più che mai.

 

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