Zone rosse locali, più restrizioni ma senza lockdown: le armi contro le temute varianti

Zone rosse locali con molte restrizioni ma per adesso nessun lockdown, così si pensa a combattere le varianti.

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Nuovo Dpcm 5 marzo anticipazioni

Le varianti del coronavirus, in particolare quella inglese che resta la più diffusa in Italia, fanno paura ecco perché nelle ultime ore si è parlato di un possibile lockdown generale anche se attualmente l’ipotesi più probabile è quella di zone rosse localizzate per fermare i focolai.

No al lockdown nazionale, sì agli interventi mirati locali

Piuttosto che puntare ad un lockdown generale, l’intenzione è quella di guardare a interventi mirati con zone rosse dove i focolai sono molto attivi. Per evitare un lockdown nazionale la strada intrapresa dal governo sembra essere quella delle chiusure locali, città o intere province da tenere d’occhio, aree dove non è possibile uscire e con limiti ancora più restrittivi e negozi chiusi e dove non è ovviamente possibile spostarsi.
Anche se il nuovo Dpcm in scadenza uscirà solo entro il 5 marzo, sembra assodato che rimarranno anche le zone a colori, con la speranza che prima o poi qualcuna possa riuscire a far parte della zona bianca, anche se al momento questa fascia sempre molto lontana per la maggior parte delle regioni. Entro il 5 marzo, si deciderà anche sul destino dei bar e ristoranti ovvero se potranno o meno aprire anche di sera nella zona gialla e a pranzo nella zona arancione. Anche palestre, piscine, cinema e teatri aspettano di sapere quando potranno riaprire e se sarà possibile almeno puntare a delle aperture scaglionate per quanto riguarda le palestre.

Settimane difficili

Intanto, Matteo Bassetti, direttore generale della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha parlato nuovamente di settimane difficili ma all’Adkronos ha detto:

“Se c’è bisogno di mettere un’area in zona rossa va fatto rapidamente, ma evitiamo di continuare a parlare di lockdown nazionale perché c’è qualcuno che è diventato un disco rotto.

Non siamo alla soglia di un nuovo lockdown”.

Parole che sembrano un chiaro riferimento a quanto detto da Walter Ricciardi di recente, in merito alla possibilità di un nuovo lockdown. All’Agi, invece, sempre Bassetti ha ribadito che saranno “4/6 settimane piu’ difficili dell’anno, questo per la stagionalità del virus e perché, a causa del freddo, si sta molto di piu’ al chiuso. Io penso poi che bisognerebbe lavorare su numeri più attuali, spesso si prendono decisioni su quelli di 10 giorni prima”.

Vedi anche: Così la variante inglese spinge verso un lockdown totale

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