Zona rossa allargata e lockdown soft: strategie anti-covid contro le varianti

Per allontanare il timore delle varianti, si pensa anche alle zone rosse allargate.

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Lockdown soft e zone rosse allargate

Ora si teme la terza ondata causata dalle varianti, ecco perché i dati del prossimo monitoraggio in arrivo il 19 febbraio dovrebbero essere decisivi per capire in che direzione si sta andando.

Zone rosse allargate

Per adesso sembra scartata l’ipotesi di un lockdown totale ma rimane in piedi quello da attuare nei weekend e ancora di più le zone rosse allargate ossia chiudere anche i Comuni vicini a quelli in cui sono presenti i focolai. Mentre la variante inglese sembra già presente nel 18% dei casi, ora si teme anche per l’avanzata di quelle sudafricana e brasiliana, quest’ultima trovata in Umbria e Toscana.

L’idea di allargare le zone rosse anche ai comuni limitrofi a quelli chiusi potrebbe essere una soluzione per bloccare l’espandersi delle varianti. Dopo Ancona e Pescara, il rischio è che altre città saranno chiuse seguendo un regime molto severo, che prevede scuole e negozi chiusi ma anche divieto di uscire se non per necessità.

Chi rischia il lockdown soft

Intanto a rischiare con molta probabilità di finire in zona arancione sono Lombardia, Piemonte, Marche, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lazio, che seguiranno la Toscana, l’Umbria, la Liguria, l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige, diviso tra lockdown e zona arancione. Addirittura per l’Abruzzo c’è anche il rischio di finire in zona rossa mentre la Lombardia spera di restare in quella gialla. La Valle D’Aosta, invece, potrebbe sperare nella zona bianca. Oltre al passaggio in zona arancione di molte regioni, si rischiano anche nuove zone rosse locali come le nuove della Lombardia: Bollate, Mede, Castrezzato e Vieggù, comuni finiti in zona rossa.


Intanto anche l’ISS si è espressa in merito alle nuove varianti:

“Nuove evidenze, basate su analisi preliminari nel Regno Unito, portano a ipotizzare un aumento della gravità di malattia, con maggiore rischio di ospedalizzazione e di decesso per i casi con variante inglese. Inoltre, la maggiore trasmissibilità della variante inglese si traduce in un maggior numero assoluto di infezioni, determinando così un aumento del numero di casi gravi. Tale aumento di gravità o di letalità non è stato ipotizzato, al momento, per le varianti brasiliana e sudafricana”.

La strada, insomma, appare in salita.

Vedi anche: L’ipotesi del lockdown totale durante il weekend per salvarci dalle varianti

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