Web tax: le nuove regole dal 2019, cosa cambierà e chi andrà a colpire

Le regole della web tax sono state completamente riscritte: dal 2019 dimezzamento dell'aliquota e altre novità.

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Le regole della web tax sono state completamente riscritte: dal 2019 dimezzamento dell'aliquota e altre novità.

Attraverso un emendamento di Francesco Boccia, le regole della web tax sono state completamente riscritte. Una delle poche conferme rispetto al testo originale presentato dal senatore Mucchetti è la data della sua entrata in vigore, ovvero a partire dal 2019. Per il resto, la web tax ha subito profonde modifiche, senza scossoni particolari sul gettito complessivo. Anzi, le stime sono quotate al rialzo, circa 76 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto con il testo precedente.

Ciò grazie ad una variazione della base imponibile, valutata in 6,34 miliardi di euro, il triplo della base imponibile della pubblicità online, stimata in 2 miliardi.

Dimezzata l’aliquota

Il più grande cambiamento arriva con il dimezzamento dell’aliquota della web tax, che dal 6 per cento passa al 3 per cento. Sebbene il taglio possa essere considerato in maniera negativo se si fa riferimento al gettito, in realtà quest’ultimo aumenterà di quasi 80 milioni, raggiungendo un importo pari a 190 milioni di euro all’anno, grazie alla variazione della base imponibile citata nel paragrafo introduttivo. In riferimento al dato della pubblicità online, saranno presi in considerazioni anche altri servizi, come ad esempio i sistemi di integrazione Ict, data analytics e cloud computing.

La web tax colpisce il made in Italy, ecco come

Un’ulteriore novità riguarderà da vicino l’imposta sulle transazioni digitali. Con la nuova web tax, che entrerà in vigore ricordiamo a partire dal 2019 e non dal prossimo anno, ci sarà l’introduzione della ritenuta, che manderà in soffitta il meccanismo del credito d’imposta. C’è poi anche una misura ribattezzata “salva Pmi”. Il testo prevede che l’imposta sarà obbligatoria soltanto per le imprese che superano le 3.000 transazioni online in un anno solare. Un numero elevato, che dovrebbe mettere a riparo anche le start up. D’altronde, l’obiettivo dichiarato della nuova web tax è di colpire maggiormente i colossi del web, vale a dire i grandi gruppi commerciali che hanno base stabile su internet, tra cui Amazon e Google.

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