Web tax: la Commissione Europea ci riprova, ecco perché fallirà ancora

L'Europa alla prova della Web tax: il 21 marzo si vota la bozza di legge della Commissione Europea.

di Chiara Lanari, pubblicato il
L'Europa alla prova della Web tax: il 21 marzo si vota la bozza di legge della Commissione Europea.

La Commissione Europea ha da tempo un pallino: tassare i giganti di Internet. L’imposta in questione si chiama Web tax. Sulla bozza di legge della Commissione Ue si sono già scritte pagine e pagine di articoli online e su cartaceo. Di fatto, però, i colossi del Web hanno sempre fatto “quello che gli pareva”, in totale libertà. L’autonomia di colossi quale Google, Amazon e altri non sembra essere messa in pericolo dall’obiettivo della Commissione Europea, guidata da Pierre Moscovici. E il motivo risiede proprio nella natura dell’Unione Europea e nei termini inseriti all’interno della bozza di legge. Come dire: tutto fumo, niente arrosto.

L’autodifesa di alcuni Paesi europei

A chi non conviene la Web tax? Sarebbe sufficiente rispondere a questa domanda per intuire che anche stavolta il progetto della Commissione Europea di tassare i giganti di Internet non andrà a buon fine. Esistono, infatti, Paesi come Olanda, Lussemburgo e Irlanda ai quali la Web tax risulta indigesta. Perché? Il motivo è semplice: favorire gli investimenti di un colosso del Web come Google può avere importanti benefici economici per il Paese che decide di appoggiare la causa dei big della Rete. Niente di più facile.

In Irlanda, ad esempio, giganti del Web quali Apple, Facebook e Google hanno potuto risparmiare miliardi di euro beneficiando della speciale tassazione del Paese irlandese. Da qui sono poi nate numerose controversie legali, ma l’Irlanda, così come altri Paesi all’interno dell’Ue, intende proseguire sulla strada già intrapresa. In cambio di una tassazione più agevole, le grandi compagnie Tech garantiscono importanti investimenti a livello occupazionale nei Paesi dove ricevono quelli che potremmo definire “trattamenti di favore” rispetto ad altre nazioni dell’Unione Europea.

Per la Commissione Europea sarà un’impresa ardua vincere le resistenze di Irlanda, Olanda e Lussemburgo e far passare la Web tax: infatti, è sufficiente un solo no per far naufragare la proposta di legge della Commissione. Un no che non tarderà ad arrivare da ciascuno dei tre Paesi citati qui sopra.

Leggi anche: Web tax: le nuove regole dal 2019, cosa cambierà e chi andrà a colpire

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Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Social media e internet