Vuoi salvare la Terra dal disastro economico-ambientale? Ecco la ‘ricetta’ che il mercato non può accettare

Salvare la Terra è un imperativo, ma al mercato, legato al qui ed ora, poco importa. Ecco l’analisi di un gruppo di ricercatori e l’unica ricetta possibile.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Salvare la Terra è un imperativo, ma al mercato, legato al qui ed ora, poco importa. Ecco l’analisi di un gruppo di ricercatori e l’unica ricetta possibile.

Un interessante studio pubblicato su Environmental Research Letters racconta lo stato della comunicazione tra governi, scuole e cittadini nei confronti della necessità di introdurre nuovi stili di vita contro il disastro economico-ambientale verso il quale la Terra si sta avviando. La questione è fondamentale soprattutto per quanto concerne l’andamento dell’economia globale: se è vero che la ricetta può anche essere individuale, è almeno altrettanto vero che devono essere le istituzioni governative ed economiche internazionali a porre realmente questo problema. Il nodo sembra essere irrisolvibile: il mercato non può che funzionare nel qui ed ora della propria convenienza, in vista dell’accrescimento del profitto negli investimenti – l’economia di tipo capitalistico non prevede mai un’analisi di lunga durata ed è questo il problema fondamentale che può essere messo come punto di partenza di questa riflessione.

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Una Terra dal salvare: ma il punto di non ritorno è vicino

Lo studio è molto preciso nell’indicare qual è il punto di non ritorno verso il quale si rischia di arrivare senza un’inversione di tendenza globale. Si tratta dell’innalzamento termico del pianeta: qualora si dovesse arrivare a una temperatura atmosferica di 2° C al di sopra della media pre-rivoluzione industriale, allora si arriverebbe a una situazione che potrebbe iniziare ad avere davvero riscontri drammatici nella realtà. Lo studio è molto prudente: non si abbandona a facili allarmismi, ma propone una ricetta di lungo periodo.

In due secoli o poco più, la rivoluzione industriale globale ha stravolto l’aspetto e il clima della Terra, adesso si tratta di limitare questi danni: le imprese economiche, soprattutto quelle dei paesi emergenti (senza dimenticare la ‘difficoltà’ con cui gli Usa si approcciano agli accordi sul clima), saranno disposte ad andare verso un periodo di contrazione dei consumi? È questo il vero motivo per cui, secondo lo studio, i cittadini non vengono davvero informati su quanto sta accadendo alla Terra?

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La ‘ricetta’ individuale per salvare la Terra che non piacerà ai mercati (e forse neanche a noi stessi)

La ‘ricetta’ proposta dallo studio – una ricetta, come abbiamo detto, ‘individuale’ – prevede essenzialmente quattro punti. Il primo riguarda l’alimentazione perché “se la dieta fosse totalmente vegetariana ogni persona eviterebbe di introdurre ulteriori 0,8 tonnellate di CO2”. Il secondo concerne l’uso del mezzo privato: “vivere senza auto, ad esempio, permette di non introdurre nell’ambiente 2,4 tonnellate di anidride carbonica all’anno per ogni singolo individuo”. Il terzo riguarda la limitazione dei viaggi aerei e il quarto è quello più interessante di tutti: smettere di fare figli o farne il meno possibile.

Insomma, la vita del futuro – sempre se si vuole lasciare una Terra vivibile ai nostri (pochi, a questo punto) figli – sarà la seguente: alimentazione vegetariana (vegana, ancora meglio); riduzione al minimo dell’uso di automobili e aerei (con conseguente riduzione della mobilità?); sostenibilità demografica mediante un controllo delle nascite. Praticamente, nessuno lo farà e il Pianeta sarà davvero difficile da salvare. Comunque: meglio avvisati!

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Argomenti: Inchieste Politiche, Politica

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