Voto di midterm USA, focus dei portafogli resti sui fondamentali

Commento di Manuel Pozzi, Direttore Investimenti di M&G Investments, in vista del voto di midterm americano domani

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento di Manuel Pozzi, Direttore Investimenti di M&G Investments, in vista del voto di midterm americano domani

Si avvicinano le elezioni di midterm americane, il cui esito più probabile è una Camera a guida democratica e un Senato repubblicano. In 23 delle ultime 26 consultazioni elettorali di questo tipo, il partito del Presidente in carica ha perso terreno nella House of Representatives. In effetti, le probabilità di vittoria alla Camera per i Democratici sono alte, dovendo il partito conquistare solo 23 dei 435 seggi totali, oltre che naturalmente mantenere il presidio su quelli già occupati.

Nel caso in cui l’esito elettorale dovesse rispondere alle previsioni, ne beneficerebbe la spesa infrastrutturale, interesse comune a democratici e repubblicani. Il pragmatismo del presidente Trump potrebbe portare a un accordo con i democratici per dare nuova linfa a un settore in difficoltà: autostrade, aeroporti e ferrovie richiedono importanti investimenti di manutenzione. In materia commerciale non sono attesi cambiamenti rilevanti nei rapporti con la Cina o l’Unione Europea visto il recente avvicinamento dei democratici verso posizioni più protezionistiche.
Un punto delicato potrebbe invece essere rappresentato dall’approvazione del bilancio data la differenza di priorità tra i due schieramenti, soprattutto in materia di spesa sanitaria. Ciò potrebbe, da una parte, spingere Trump a limitare ulteriori politiche di aumento del debito e, dall’altra, causare uno stallo temporaneo a livello di spesa pubblica, il cosiddetto shutdown già vissuto durante le presidenze Reagan e Obama. Se ciò dovesse accadere, ne risentirebbero i tassi di crescita americani, con un potenziale rallentamento della traiettoria di rialzo dei tassi da parte della Fed.

Da notare infine che una vittoria alla Camera porterebbe i democratici alla presidenza di tutte le commissioni, aprendo verosimilmente la strada a nuove indagini sul presidente Trump, sia per quanto riguarda le sue attività politiche, sia per gli affari di famiglia. Le posizioni nei confronti di Russia e Arabia Saudita potrebbero inoltre essere esacerbate. Al di là dei timori legati ai possibili impatti che l’esito elettorale americano potrà avere sull’economia e sui mercati finanziari, crediamo che l’approccio giusto agli investimenti debba essere il più possibile pragmatico, per evitare errori di finanza comportamentale o di percezione del rischio. Il portafoglio non va infatti posizionato in base a una scommessa sui risultati attesi dalle elezioni, ma alla luce delle valutazioni degli asset e dei loro fondamentali. Il punto di partenza per un investitore con un orizzonte di investimento di medio e lungo termine deve essere sempre l’analisi dei dati più oggettivi, ovvero le valutazioni di mercato, il rendimento atteso e una attenta valutazione del rischio. Un approccio attivo basato sull’analisi dei fondamentali consente di identificare tatticamente le situazioni in cui la volatilità offre opportunità di investimento interessanti e dove il rischio è ben remunerato.

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Argomenti: Presidenza Trump