Voragine MPS, come lo stato farà pagare agli italiani costi più salati delle attese

Il salvataggio di MPS rischia di costare ai contribuenti italiani qualche miliardo in più del previsto. Brutte notizie in arrivo dagli analisti di Equita, e non solo.

di , pubblicato il
Il salvataggio di MPS rischia di costare ai contribuenti italiani qualche miliardo in più del previsto. Brutte notizie in arrivo dagli analisti di Equita, e non solo.

Un report di Equita ha riacceso il dibattito sulle perdite a carico dello stato per il salvataggio delle banche italiane e, in particolare, per MPS. Secondo gli analisti della sim, l’istituto senese sarebbe in grado di produrre nel 2019 un utile normalizzato atteso a 300 milioni di euro, il 3% del suo patrimonio netto tangibile.

Valutando la banca “over the counter” a 15-16 volte l’utile, MPS capitalizzerebbe tra 4,7 e 5 miliardi di euro, pressappoco intorno alla metà del suo patrimonio. Una bella botta per il Tesoro, che ha sottoscritto formalmente ad agosto quasi 600 milioni di azioni senesi per un controvalore di 3,8 miliardi a titolo di ricapitalizzazione a scopo precauzionale e di fatto diventando azionista di maggioranza con il 53%. A ciò si aggiunge la possibilità di acquistare azioni dagli ex obbligazionisti subordinati, cedendo loro in cambio bond senior a prezzi prefissati e fino a un controvalore massimo di 1,5 miliardi. (Leggi anche: Banche venete, rimborso bond per pochi: beffa del PD in un video)

Perdite miliardarie per i contribuenti

A conti fatti, lo stato italiano salirebbe in MPS fino al 70% del capitale, sborsando un ammontare massimo di 5,3 miliardi. Se le stime di Equita fossero corrette, il 70% della banca più antica del mondo varrebbe tra 3,3 e 3,5 miliardi, ovvero il Tesoro si starebbe imbarcando in perdite attese per un paio di miliardi, al netto di ogni ragionamento relativo alle cause in corso con i vecchi azionisti e alle ulteriori rettifiche sui crediti richieste dalla BCE.

Sì, perché tra il 2008 e il 2015, gli azionisti di MPS sono stati chiamati a ricapitalizzare la banca per 4 volte e per un totale di 15 miliardi. Denaro evaporato come neve al sole di agosto, in men che non si dica. Molti di questi, tra cui Coop Centro Italia e la controllata Coofin, hanno deciso di fare causa a Siena, sostenendo di essere stati spinti a investire nella banca sulla base di bilanci, prospetti e informazioni falsi. In totale, le richieste ammontano a 800 milioni, una spada di Damocle, che pesa adesso sui nuovi azionisti, ovvero sul Tesoro, anzitutto.

(Leggi anche: Banche venete, storia di una truffa pagata dai contribuenti)

E non è finita, perché la Vigilanza della BCE ha chiesto a MPS rettifiche per altri 250 milioni sui crediti, non ritenendosi soddisfatta dei 4 miliardi di svalutazioni gravanti sul bilancio 2016, che hanno inflitto perdite per 3,2 miliardi. E chiede anche di verificare la consistenza di un altro portafoglio di crediti per 185 milioni. Anche in questo caso saremmo dinnanzi a costi a carico dei bilanci di responsabilità dei nuovi soci, ovvero sempre il Tesoro per primo.

Valutazioni Equita ingenerose?

Le valutazioni di Equita non vi convincono? Ebbene, guardiamo ai dati delle due principali banche italiane: Unicredit e Intesa-Sanpaolo. La prima ha chiuso il primo semestre del 2017 con un utile netto di 1,85 miliardi, che su base annualizzata farebbero 3,7 miliardi. In borsa vale oggi appena 10 volte in più, anche se quasi il 90% del suo patrimonio netto. Ca’ de Sass ha maturato nel primo semestre di quest’anno un utile di 1,7 miliardi, che porterebbero a 3,4 i profitti annualizzati, capitalizzando a Piazza Affari 13,3 volte in più e il 92% del suo patrimonio netto.

Dunque, gli analisti avrebbero assegnato a MPS un valore di capitalizzazione potenziale affatto ingeneroso, sulla base dell’utile atteso per il 2019. Certo, nulla ci dice che la banca non possa produrre maggiori utili, ma tra i rischi sopra segnalati sui crediti e, soprattutto, sulle cause legali in corso, c’è tutta la sensazione che non li abbiano sottostimati. Insomma, i contribuenti italiani sarebbero appena stati imbarcati su una nave alla deriva e il conto da pagare, sempre secondo Equita e per l’intero sistema bancario, arriverebbe così alla stratosferica cifra di 23 miliardi di euro. (Leggi anche: Salvataggio banche all’italiana incentiva azzardo morale)

 

Argomenti: , ,
>