Voli in ritardo in Europa: aumento del 105 per cento nel 2018 e danni economici

Le compagnie aeree puntano da anni all'abolizione dei confini nazionali nella gestione del traffico aereo.

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Le compagnie aeree puntano da anni all'abolizione dei confini nazionali nella gestione del traffico aereo.

L’Europa ha un problema nei voli aerei. Quelli in ritardo sono più che raddoppiati in un solo anno, registrando una crescita superiore al 105 per cento nel 2018. Se si prendono come riferimento esclusivamente i voli europei, 26 su 100 nell’ultimo anno era in ritardo. I dati sono stati presentati dalla commissione dell’Unione Europea nel corso del congresso mondiale del controllo del traffico aereo tenutosi a Madrid, come riporta Il Sole 24 Ore nell’articolo a cura del giornalista Gianni Dragoni. Viene considerato un volo in ritardo quello che parte almeno 15 minuti dopo rispetto all’orario indicato nel biglietto al momento della prenotazione.

Danno economico

Una delle conseguenze dirette dei voli in ritardo è di natura economica. Secondo quanto affermato dalla commissione Ue, tale situazione ha generato nel 2018 una perdita pari a 17,6 miliardi di euro, una cifra cresciuta di quasi il 30 per cento rispetto al dato registrato nell’anno precedente (2017, ndr). Nello specifico, per ogni minuto di ritardo ci sarebbe una ricaduta sul piano economico pari a 100 euro. Nella spesa vengono inclusi i rimborsi dovuti dalle compagnie aeree ai passeggeri e i costi di sistema. Lo ha affermato il direttore generale di Eurocontrol, organizzazione intergovernativa con sede a Bruxelles, che ha l’obiettivo di mantenere un efficiente sistema di controllo del traffico aereo nei cieli dell’Europa.

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Le accuse delle compagnie aeree

In merito alla questione dei voli in ritardo, le compagnie aeree puntano da anni all’abolizione dei confini nazionali nella gestione del traffico aereo, nel solco del progetto di uno spazio unico europeo. Fino ad oggi, le compagnie hanno incontrato la resistenza dei sindacati, dal momento che cancellare i confini comporterebbe la perdita di numerosi posti di lavoro in tutta Europa.

Nello specifico, aziende come Ryanair, Lufthansa e Iag hanno evidenziato come nel 75 per cento dei casi i ritardi del 2018 fossero imputabili al centro di controllo del traffico di Karlsruhe e alla mancanza di personale all’aeroporto di Marsiglia.

Cosa dice la commissione dell’Unione Europea

Queste le percentuali date dalla commissione dell’Unione Europea a Madrid durante l’ultimo congresso mondiale sul traffico aereo tenutosi di recente presso la capitale spagnola: la colpa sarebbe da suddividere al 15 per cento per gli scioperi delle sigle sindacali, al 25 per cento per le condizioni meteorologiche avverse, e al 60 per cento per scarsità di personale.

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