Vogliono abolire l’uso del contante. E’ la soluzione finale per un prelievo forzoso?

L'Agenzia delle Entrate ha chiesto al Parlamento di provvedere a sostituire il contante con l'uso della moneta elettronica per tracciare tutte le spese e combattere l'evasione fiscale. Cosa si nasconde e quali rischi dietro la proposta?

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In audizione alla Commissione bicamerale sull’Anagrafe tributaria, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, è tornata sull’uso del denaro contante, sostenendo che esso sarebbe alla base sia dell’elevata economia sommersa in Italia , sia degli alti costi di gestione. Il nuovo capo dell’istituto ha stimato in 255-275 miliardi di euro all’anno l’ammontare del reddito che ogni anno sfugge al Fisco in Italia, qualcosa come il 16,3-17,5% dell’intero pil. E sempre secondo la Orlandi, l’elevato uso del contante comporterebbe costi di gestione a carico delle banche per 4 miliardi all’anno e per 8 miliardi a carico del sistema Paese. Da qui, la proposta: sostituire il contante con la moneta elettronica. In questo modo, i pagamenti sarebbero tutti tracciati e sarebbe molto più difficile – al limite, impossibile – per un cittadino italiano sfuggire al Fisco. Solo che Orlandi rileva come ad oggi i consumatori non abbiano riscontrato sostanziali benefici dalla tracciabilità delle loro spese, ragione per cui non avrebbero adeguato i loro comportamenti al nuovo sistema.

Da Prodi a Monti

Dunque, la linea sembra tracciata. Vi ricordate quando il governo Berlusconi introdusse il tetto dei 3 mila euro all’uso del contante, elevandolo da quanto era stato precedentemente fissato sotto il governo Prodi con Pierluigi Bersani a capo del ministero dello Sviluppo? Ebbene, quel tetto fu abbassato dal governo Monti – sostenuto proprio da Berlusconi e Bersani – a soli 1.000 euro. Nell’idea dell’ex segretario del PD, non dovrebbe essere consentito al consumatore italiano di pagare in contante oltre i 100 euro. E quest’estate è entrata in vigore la legge che obbliga tutti gli esercenti e i liberi professionisti a possedere un Pos, affinché sia data la possibilità a quanti lo richiedano, di pagare con carta elettronica per spese dai 30 euro in sù. La nuova normativa è stata accompagnata da una certa ironia dalla stampa, in quanto l’obbligo del Pos non prevede al momento alcuna sanzione per chi non si adegua. Una norma-manifesto, insomma. E, invece, avevamo già avvertito che tale iniziativa puzzava di prove generali.   APPROFONDISCI – Obbligo Pos sopra i 30 euro: ecco quando scatta e per chi   Che per un’economia fatta di piccole e medie imprese come la nostra, l’introduzione del tetto all’uso del contante si sia tradotto in un calo generalizzato dei consumi, anche per il timore di tante famiglie di vedersi arrivare a casa la Guardia di Finanza, nel caso di spese considerate “non conformi” al reddito dichiarato, non sembra rilevare per la politica italiana e per i governi che si sono succeduti in questi ultimi anni.

La grande bugia

D’altronde, quando si tratta di spingere gli italiani a pagare tutto con carta di credito o bancomat, non c’è verità che tenga. Un anno fa, l’allora ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, arrivò ad affermare che l’Italia avrebbe il tetto più basso all’uso del contante. Si trattava di una bugia bella e buona. La Germania, ad esempio, sempre citata per confronti diretti, non prevede alcun limite, anzi, la Bundesbank ha dichiarato il contante “diritto umano del cittadino”. Negli USA, la limitazione non esiste nemmeno, mentre in Francia e Spagna si applica per cifre più elevate (3-5 mila euro), al fine di non creare al circuito turistico-alberghiero. E una volta che tutto il denaro degli italiani sarà costretto a passare per le banche, sarà più facile per lo stato ipotizzare una qualche forma di prelievo forzoso, rassicurato dall’impossibilità dei depositanti di ritirare il proprio denaro dal conto. Se lo facessero, non potrebbero più pagare nemmeno per spese quotidiane elementari. E’ questa la “soluzione finale” che la politica italiana, di destra e di sinistra, avrebbe in mente per fare cassa a discapito di tutti, tranne che delle banche.   APPROFONDISCI – Vogliono abolire l’uso del contante per poi tassare i depositi bancari?  

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