Vitalizi parlamentari, Boeri: troppo alti, vanno tagliati. Cosa c’è dietro?

Vitalizi parlamentari, nuove bordate di Tito Boeri contro i politici: i vostri assegni sono insostenibili. Il presidente dell'Inps si prepara per il caso di governo tecnico?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Vitalizi parlamentari, nuove bordate di Tito Boeri contro i politici: i vostri assegni sono insostenibili. Il presidente dell'Inps si prepara per il caso di governo tecnico?

In audizione alla Camera, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha snocciolato i dati relativi ai vitalizi dei parlamentari, che quest’anno costano all’istituto 193 milioni, 150 milioni in più dei contributi versati. Gli assegni corrisposti ammontano a 2.600, pari a un importo annuo pro-capite di oltre 74.000 euro all’anno. Il sistema è insostenibile, spiega Boeri, come dimostra il fatto che sin dal 1978, quando i vitalizi erano appena 500 e, in teoria, i contributi versati in un sistema a ripartizione avrebbero dovuto essere superiori agli esborsi, si registrava un disavanzo. Se gli assegni fossero ricalcolati, invece, sull’intera carriera lavorativa dei parlamentari, continua, si otterrebbe un risparmio di circa il 40% e l’Inps sborserebbe all’anno 118 milioni, -760 milioni in 10 anni. E, invece, nonostante le correzioni apportate negli ultimi anni, il costo dei vitalizi sembra destinato ad eccedere di 150 milioni all’anno il totale dei contributi versati da deputati e senatori, per cui nel giro del prossimo decennio si registrerebbe un ulteriore disavanzo cumulato di 1,48 miliardi. Nel caso di ricalcolo, aggiunge, 117 parlamentari percepirebbero di più, avendo alle spalle lunghe carriere lavorative, ma i risparmi per le casse dell’ente sarebbero fino a 79 milioni ogni anno, considerando che i parlamentari hanno goduto di un trattamento di gran lunga privilegiato, rispetto a quello spettante al resto degli italiani e, pertanto, applicando solo correzioni verso il basso.

Ricalcolo pensioni, la battaglia di Boeri è interessata?

Le somme risparmiate contribuirebbero al risanamento dei conti pubblici o al finanziamento di programmi sociali, conclude Boeri, che non è nuovo a bordate contro i vitalizi dei parlamentari. In un articolo risalente all’inizio di quest’anno (leggi qui:https://www.investireoggi.it/attualita/tito-boeri-premier-di-un-governo-tecnico-ecco-come-cadra-renzi/), vi avevamo anticipato che il presidente dell’Inps, economista già alle dipendenze del Fondo Monetario Internazionale, sarebbe in pole position per la guida di un eventuale governo tecnico, nel caso in cui quello attuale del premier Matteo Renzi dovesse naufragare per una delle varie cause di crisi potenziale. La “crociata” anti-vitalizi sarebbe un buon viatico per accreditarsi tra gli italiani come un “defensor populi”. Andrebbero in questa direzione anche le frequenti proposte di maggiore equità del sistema previdenziale italiano, ricalcolando gli assegni più alti con il metodo contributivo e aumentando le risorse da destinare agli assegni più bassi, consentendo anche ai lavoratori di andare in pensione con qualche anno di anticipo, rispetto ai criteri fissati dalla legge Fornero.  

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Italia, Governo Renzi