Vitalizi, la riforma di Roberto Fico in numeri: tetto massimo a 1.470 euro

La "riforma" di Roberto Fico prevede l'istituzione di due tetti, uno minimo fissato a 980 euro, uno massimo di importo pari a 1.470 euro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
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Con la delibera presentata in Ufficio di Presidenza alla Camera, il presidente Roberto Fico ha mantenuto la promessa che aveva fatto quando nella scorsa legislatura sedeva tra i banchi dell’opposizione nel Movimento 5 Stelle. L’annuncio della presentazione della riforma sui vitalizi è arrivato via social, anticipato nei giorni precedenti dalle dichiarazioni entusiastiche di Luigi Di Maio, tra i primi sostenitori del provvedimento. Il taglio dei vitalizi riguarderà in totale 1.338 ex parlamentari, che subiranno il ricalcolo dell’assegno mediante il sistema contributivo, perdendo come importo mensile tra il 40 e 60 per cento.

Fissati due tetti, uno minimo e uno massimo

La “riforma” di Roberto Fico prevede l’istituzione di due tetti, uno minimo fissato a 980 euro, uno massimo di importo pari a 1.470 euro. I risparmi per le casse dello Stato, prendendo come riferimento i soli vitalizi percepitati dagli ex deputati, ammontano a 40 milioni di euro all’anno. In una legislatura, dunque, si arriverà a risparmiare 200 milioni di euro. Sono stati esclusi dalla delibera 67 ex deputati, i quali avrebbero ricevuto un importo maggiore. Per questo motivo è stato introdotto il tetto per il quale un ex parlamentare della Camera dei Deputati non può ricevere un vitalizio mensile superiore ai 1.470 euro.

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Polemiche

L’associazione degli ex parlamentari ha annunciato la presentazione di ricorsi contro la delibera del presidente della Camera, sottolineando come si tratti di diritti acquisiti. A stretto giro di posta è arrivata la replica di Luigi Di Maio, il quale ha definito i vitalizi dei “privilegi rubati”. Intanto, la presidente del Senato Casellati ha preso tempo, chiedendo che sulla questione ci fosse la massima condivisione tra le due camere del Parlamento. In tutta risposta, Roberto Fico ha sottolineato l’autonomia di Montecitorio e che andrà avanti per la sua strada, fino a quando il provvedimento non sarà approvato dall’Ufficio di Presidenza, approvazione che appare una formalità.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana