Vitalizi Consiglieri Regionali: annullati i limiti imposti dal Governo. E’ scandalo

La Camera prontamente annulla la timida proposta di Monti di limitare i vitalizi dei Consiglieri Regionali: i parlamentari non si tagliano le entrate da soli.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
La Camera prontamente annulla la timida proposta di Monti di limitare i vitalizi dei Consiglieri Regionali: i parlamentari non si tagliano le entrate da soli.

Uno dei pochi provvedimenti presi da Monti contro i privilegi della casta era stati quello di limitare i vitalizi dei Consiglieri Regionali, ma tale provvedimento è stato annullato dalla Camera. I parlamentari, come è ovvio, guardano agli interessi dei propri simili a spese della popolazione. Il decreto legge 174 de 10 ottobre  voluto da Monti che voleva in qualche modo arginare e limitare i vitalizi dei consiglieri regionali richiedendo loro almeno dieci anni di mandato e un minimo di 66 anni per poter accedere al vitalizio ha trovato lo sbarramento alla Camera, dove è stato modificato dai relatori il 7 Novembre. I relatori del testo modificato sono Chiara Moroni del Fli e Pierangelo Ferrari del Pdl;  l’aula approva le il decreto modificato il 13 novembre e lo invia al Senato il 14 dello stesso mese. Teniamo però conto che dei 945 tra Senatori e Deputati 280 sono ex consiglieri regionali, quindi interessati in prima persona al decreto che stanno votando: quindi i parlamentari stanno votando per mantenere i propri privilegi, e quale parlamentare voterebbe contro i propri interessi? Il decreto originale, quello preparato da Monti, presenta un articolo in cui si specifica che tutte le disposizioni che limitano i vitalizi non vanno applicate alle regioni che hanno abolito i vitalizi stessi, e visto che tutte le regioni li hanno aboliti la regola non può essere applicata. Ma può esserne applicata un’altra, ovvero quella dove al posto dei vitalizi i consiglieri regionali possono percepire delle pensioni basate sul metodo contributivo, ricevendo in base a quanto si è versato. Nulla di male dunque. In teoria. Ma alle Regione nessuno vieta di far incassare quel dovuto a 50 anni, o anche prima, con 5 anni di mandato invece che 10, la Camera inoltre ha modificato anche la parte del decreto che faceva in modo che i limiti fossero validi anche per i consiglieri in carica, quindi coloro che si sono appena dimessi, volendo potrebbero andare in pensione anche subito. Il Parlamento ogni giorno sta facendo in modo di portare nuovi privilegi a se stesso e nuovi danni alla popolazione italiana, cercando di arraffare quanto più possibile prima delle elezioni, che a questo punto sembrano essere l’unica via d’uscia da questo sistema corrotto che continua beatamente a pensare soltanto al proprio tornaconto.

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Argomenti: Politica

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