Visti: trentesimo vertice Russia-Ue e ripercussioni sul mercato energetico

La Russia ha dato un ultimatum per l’accordo sugli ingressi senza visto: scadenza fine 2013

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La Russia ha dato un ultimatum per l’accordo sugli ingressi senza visto: scadenza fine 2013

Nonostante l’avvicinarsi del 21 dicembre 2012, data del prossimo vertice Russia-Ue che si terrà a Bruxelles il terreno non sembra ad oggi fertile per svolte imminenti in materia di visti e di ingressi liberi. Mosca e Bruxelles prendono tempo ma Anvar Azimov, console speciale del Ministero degli Esteri russo, ha concesso agli europei un ultimatum: “Se per la fine del 2013 non si farà qualche passo avanti nella stesura di un accordo (sugli ingressi senza visto) la Russia ne trarrà le sue conclusioni”. La pressione serva ad assicurare la completa abolizione dei visti per i Giochi Olimpici del 2014. Suona come una minaccia e in effetti, per rendere più credibile l’ultimatum, alcune cose sono già cambiate e la moratoria sui visti è stata revocata: dal 1° dicembre 2012 gli equipaggi degli aeromobili appartenenti alle compagnie aeree dei Paesi dell’Ue non potranno uscire dai confini della zona di transito dell’aeroporto senza il visto russo. E dal Cremlino viene reso noto che la Russia non scenderà a patti unilaterali come ha fatto l’Ucraina nel 2005 in occasione del festival musicale di “Eurovision”. Eppur qualcosa si muove: Seren Liborius, capo dell’ufficio stampa della rappresentanza della Commissione Europea a Mosca, ha comunicato a The New Times che le parti hanno già trovato un accordo per il rilascio di visti a lungo termine a studenti e giovani specializzandi. La vexata quaestio è però quella dei passaporti di lavoro russi, rilasciati ai quadri intermedi per i viaggi all’estero e soprannominati “passaporti azzurri”. Mosca insiste per abolire i visti per questa categoria ma l’Europa è scettica.  La questione non è nuova: di questo argomento si era parlato anche a Pietroburgo in occasione del vertice  Russia-UE di giugno 2012. Secondo Aleksej Muchin in realtà l’Europa non ha alcuna intenzione di abolire i visti perché la possibilità di ondate migratorie dai Balcani, in un momento di crisi come quello attuale, scontenterebbe l’elettorato. E a Mosca le difficoltà avanzate da Bruxelles per giustificare il rallentamento della trattativa sembrano solo pretesti: tra i due governi vige infatti un accordo che prevede il rimpatrio degli immigrati clandestini a spese del Paese di provenienza.

Mercato energetico dell’Ue: chi decide i prezzi?

Gli esperti non negano che molte richieste riguardano il mercato di lavoro nel settore energetico. Secondo quanto dichiarato da Nikolaj Kavešnikov, direttore della cattedra della euro-integrazione dell’Istituto delle relazioni internazionali di Mosca, la cooperazione in questo ambito presenta risvolti drammatici: “Il soggetto chiave è quello delle conseguenze della realizzazione del Terzo pacchetto energetico e le indagini antimonopolio nei confronti di Gazprom avviate in settembre dalla Eurocommissione. La compagna russa è sospettata di divisione dei mercati del gas, di creazione di ostacoli nel commercio di gas tra i paesi dell’UE, di maggiorazione dei prezzi delle materie prime, di collegamento dei pezzi del gas a quelli del petrolio. Ma il paradosso è che il “monopolista” russo non lo è affatto in Europa, in quanto copre solo al 22-24% il fabbisogno degli europei di gas. Nei contratti è ammessa la possibilità di correggere il prezzo, cosa che Gazprom fa attenendosi ai dati effettivi e reali. Negli ultimi 2-3 anni sono stati ridotti del 10-15% i prezzi per le compagnie tedesche E.ON, RWE, Wintershall, per la ENI italiana, la SPP slovacca, la Ekongaz austriaca. La Bulgaria gode di uno sconto del 20%. L’Eurocommissione continua a esercitare pressioni sulla Russia. Hugo Kysilka, direttore esecutivo della compagnia del gas ceca “Vemex”, partner di Gazprom, si oppone al ruolo di arbitro assunto dall’UE

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Argomenti: Politica