Bankitalia, dubbi su Visco anche da Berlusconi e Renzi racconta la sua verità

Il caso Bankitalia tiene banco nel dibattito politico e accende lo scontro tra il premier Paolo Gentiloni e il segretario del PD, Matteo Renzi. Il bis per il governatore Ignazio Visco si allontana, ma a decidere sarà il presidente Mattarella.

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Il caso Bankitalia tiene banco nel dibattito politico e accende lo scontro tra il premier Paolo Gentiloni e il segretario del PD, Matteo Renzi. Il bis per il governatore Ignazio Visco si allontana, ma a decidere sarà il presidente Mattarella.

Tiene banco la polemica politica su Bankitalia, quando mancano pochi giorni alla scadenza del mandato per il governatore Ignazio Visco, nell’occhio del ciclone, dopo che il PD ha presentato una mozione alla Camera, con la quale si chiede al governo di cercare una figura autorevole per guidare Palazzo Koch. Mozione passata con il parere favorevole del governo, anche se nei giorni seguenti è accaduto un putiferio.

Il premier Paolo Gentiloni ha preso le distanze dalla mossa dei democratici, ma ieri il segretario del PD, Matteo Renzi, non solo ha chiarito che egli sapesse della mozione, ha altresì aggiunto che l’avrebbe condivisa, suggerendo qualche miglioramento. In effetti, ad essere onesti, come detto, il governo si è mostrato contrario alle altre mozioni presentate, tranne a quella della propria maggioranza. Delle due l’una: o Gentiloni ha dato l’ok a qualcosa che nemmeno conosceva, oppure ha condiviso la mossa di Renzi, salvo indietreggiare per le critiche incassate persino dal Quirinale.

Ieri, dopo avere incontrato la cancelliera Angela Merkel e i vertici del PPE a Bruxelles, Silvio Berlusconi ha ribadito la battuta del giorno prima (“proprio della sinistra occupare tutte le poltrone dopo le elezioni, ora hanno fatto un passo avanti, cercando di occuparle anche prima”), ma allo stesso tempo ha condiviso la sensazione degli altri partiti politici, secondo la quale Bankitalia non avrebbe vigilato a sufficienza sulle banche. Il segnale sarebbe molto negativo per Visco, perché se nemmeno l’ex premier lo difendesse a spada tratta, il governatore non avrebbe praticamente più sostegno politico. Fu Berlusconi, infatti, a nominarlo nel 2011, pochi giorni prima che si dimettesse per l’infuriare della crisi dello spread. (Leggi anche: Caso Bankitalia: su Visco Renzi ha trasformato in tifo una riflessione necessaria)

Tuttavia, un’altra battuta riaccende le speranze di Visco e arriva proprio da Renzi, che ieri ha dichiarato che nel caso in cui egli fosse riconfermato alla carica per un secondo mandato, “non sarebbe una sconfitta per il PD”. Il segretario dem sostiene che con la mozione avrebbe spronato l’esecutivo a porre al centro del dibattito le mancanze della vigilanza bancaria di questi anni, non questioni di nomi.

Insomma, che il Nazareno voglia mettere le mani avanti per il probabile reincarico a Visco?

Mattarella ha l’ultima parola

Se Renzi nega che vi siano tensioni con il premier, è evidente che così non è. Palazzo Chigi è irritato per un’azione, quella del PD, che ha nei fatti complicato e compromesso il processo di nomina del governatore di Bankitalia, esponendo qualsiasi decisione adottata a critiche politiche potenzialmente feroci. Sia che confermasse Visco, sia che scegliesse un altro nome (quasi certamente interno all’ente), Gentiloni è consapevole che verrebbe aspramente criticato o dal suo partito o da tutti gli altri, oltre che dal Quirinale.

E proprio il presidente Sergio Mattarella avrà l’ultima parola sulla nomina, visto che formalmente il governo propone e il capo dello stato firma il decreto. Pertanto, sarà con il Quirinale a doversi trovare una mediazione e questi non ha nascosto il proprio stupore, per non dire la propria indignazione, per le ultime azioni del PD, sentendo la necessità di esternarli con una dichiarazione pubblica, oltre che di telefonare al governatore per esprimergli solidarietà. Il nome che uscirà dal tandem Gentiloni-Mattarella assumerà un significato politico di tutto interesse, perché segnerà una vittoria per Renzi o una sua sconfitta, non solo sul piano mediatico. Oggi come oggi, le probabilità che Visco ottenga il bis appaiono basse, ma non nulle. (Leggi anche: Bankitalia, Visco sfiduciato da Renzi potrebbe parlare e sarebbero guai)

 

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