Virus Cina: voli cancellati e negozi chiusi, da Starbucks a British ecco chi ci rimette

Starbucks ha deciso di chiudere i negozi, British Airways cancella i voli per la Cina. Ecco le conseguenze del coronavirus.

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Starbucks ha deciso di chiudere i negozi, British Airways cancella i voli per la Cina. Ecco le conseguenze del coronavirus.

È ormai psicosi per il coronavirus con più di 6mila casi accertati e forse molti altri che dovranno esserlo. Le conseguenze economiche si fanno sentire: la borsa di Hong Kong è crollata e tutta la Cina sembra totalmente bloccata con pesanti conseguenze per gli affari.

Conseguenze che si stanno già facendo sentire per turismo, compagnie aeree, petrolio, beni di lusso e produzione in generale.

Starbucks e Toyota si fermano 

La pandemia ha creato forti allarmismi in tutto il mondo, tanto che Trump pensa di bloccare i voli per la Cina. Nel frattempo ad annunciare la chiusura è stata Starbucks, che ha deciso di chiudere temporaneamente molti punti vendita in Cina, una chiusura che sicuramente avrà un impatto non indifferente per la società che solo in Cina conta 4.292 negozi.

Anche Toyota ha deciso di fermare la produzione almeno fino al 9 febbraio: “Monitoreremo la situazione e prenderemo eventuali ulteriori decisioni sulle operazioni il 10 febbraio” ha detto Maki Niimi della Toyota. A rischio anche il lusso: Ferragamo e Prada, ad esempio, hanno importanti attività in Cina. Non in ultimo, è stato annunciato che anche le prove di Coppa del mondo di sci saranno sospese.

Voli cancellati British Airways

Toyota e Starbucks non sembrano però essere gli unici ad aver deciso di fermarsi. I giorni scorsi anche McDonald’s ha bloccato i punti vendita a Wuhan, Ezhou, Huanggang, Qianjiang e Xiantao. La Disney, addirittura, ha chiuso il parco di Shanghai fino a data da destinarsi e ora sembra che anche la compagnia aerea British Airways abbia confermato la sospensione dei voli da e per la Cina. Dal 1 febbraio, anche la compagnia Lion Air bloccherà i voli da e per la Cina e tutto questo avrà certamente delle conseguenze del tutto negative per il trasporto aereo e il settore turistico. Secondo una recente analisi di Morningstarha a rischio ci sarebbero non solo le strutture alberghiere, i casinò e gli aeroporti delle grandi città cinesi ma anche alcuni vettori come China Southern, China Eastern, Air China e Cathay Pacific.

Perdite importanti anche per grandi colossi come Alibaba e Tencent, che hanno dovuto posticipare l’apertura degli uffici al 10 febbraio, con una perdita del 4% e l’1% circa.

, così come la banca HSBC che ha perso il 3%. Crollo del 4% per AAC Technologies, fornitori di chip di Apple mentre le borse di Shanghai e Shenzhen riapriranno solo il 1 febbraio.

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