L’industria dei videogiochi vale un miliardo e 25 milioni di appassionati

L'industria dei videogiochi in Italia sfiora il miliardo di euro e si accinge a registrare nel 2016 il terzo anno di crescita consecutivo. 25 milioni gli italiani interessati.

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L'industria dei videogiochi in Italia sfiora il miliardo di euro e si accinge a registrare nel 2016 il terzo anno di crescita consecutivo. 25 milioni gli italiani interessati.

L’AESVI, l’associazione degli editori dei videogiochi in Italia, ha presentato ieri i dati relativi al loro business nel 2015. Il fatturato è cresciuto per il secondo anno di seguito del 6,9% a 952 milioni di euro, non lontano dal picco di 1,1 miliardi toccato nel 2009. E le attese restano positive anche per quest’anno.Nel dettaglio, risultano in crescita tutti i segmenti di mercato, ovvero il software (+6%), le console (+8,7%) e gli accessori (+7%). Il primo rappresenta il 59,8% del fatturato complessivo con 569 milioni, mentre oltre 350 milioni sono stati ricavati dalla vendita di software fisico, che rappresenta il 61,5% del totale videogioco. Infine, il fatturato relativo agli accessori ammonta a 82,7 milioni. In tutto, nel 2015 sono state vendute oltre un milione di console (78% domestiche e 22% portatili), di cui il 94% di nuova generazione (PS4, Xbox One e Wii U). Si consideri che nel 2014, le console di vecchia generazione rappresentavano ancora il 20% del totale venduto, mentre lo scorso anno la loro percentuale è scesa a meno del 6%. Nonostante resti preponderante l’incidenza degli acquisti di titoli pacchettizzati e fisicamente disponibili nei negozi, il peso degli acquisti online aumenta del 21,6%, valendo 200 milioni di fatturato. Ma quanti sono gli italiani interessati ai videogiochi? E quali sono le loro caratteristiche, dove si trovano e a cosa giocano? Vediamo le risposte dai dati emersi dallo studio realizzato ad Gfk.        

Identikit del videogiocatore italiano

I videogiocatori sarebbero oggi 25 milioni in Italia, pari al 49,7% della popolazione di età superiore ai 14 anni. Il dato più sorprendente è forse che il sesso non incide sulla preferenza o meno al gioco, dato che esattamente il 50% degli utenti è donna. La fascia di età in cui si concentrano maggiormente è quella 35-44 (24,3%, pur rappresentando il 17,7% della popolazione), seguono la fascia 14-24 anni (19,2% contro il 12,4%), quella 25-34 anni (18,1% contro 13,3%).

In valore assoluto, il numero maggiore di videogiocatori si trova al Sud e nelle Isole, ma in termini percentuali sono di più al Centro. E contrariamente a qualche pregiudizio, la metà di questi possiede come titolo di studio almeno il diploma di scuola superiore o la laurea (+7,7% rispetto alla media nazionale). Si concentrano, inoltre, nei centri urbani con più di 500 mila abitanti, dai quali proviene il 14,5% di chi gioca ai video contro il 12,1% della popolazione complessivamente residente in queste aree. E quali sono i temi dei videogiochi più popolari? Anche qui c’è una sorpresa. Nonostante siamo un popolo di allenatori di calcio e di esperti di motori, i videogiochi sportivi sono solo il 22,8% del totale, mentre il 31,7% è dato da quelli di azione/avventura, il 14% dagli sparatutto, il 9,5% da quelli di ruolo e il 6,3% dalle corse.    

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