Viaggiare all’estero per turismo anche in zona rossa, sì o no? La risposta del Viminale

In quali paesi esteri è possibile viaggiare, i chiarimenti forniti ad Astoi Confindustria.

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Viaggiare all'estero sì o no

Mentre si attende il nuovo Dpcm che dovrebbe chiarire che cosa cambierà dopo Pasque e ci darà una prima indicazione sugli spostamenti verso altre regioni, la Ue continua a discutere sul passaporto vaccinale, che il ministro Garavaglia ha definito fondamentale per il turismo.

Si potrà viaggiare all’estero e per andare dove?

Sfumate anche le vacanze pasquali, infatti, ormai si pensa all’estate e a quella ripresa che tanti ipotizzano, a partire dalle compagnie aeree come Ryanair che sono convinte della ripresa dei viaggi. Interessanti a tal proposito, anche le parole del ministro Massimo Garavaglia che al Tg2 Post ha chiarito:

“Il passaporto vaccinale è fondamentale, è già cominciata qualche prenotazione dall’estero (anche dagli Usa) di chi è vaccinato e vuole venire in Italia. L’obiettivo è che su questo si vada tutti insieme in Europa e si decida insieme, così che nessuno abbia vantaggi competitivi”.

Parole che lasciano ben sperare ma allo stesso tempo lasciano aperte alcune questione fondamentali. Dove si potrà viaggiare? Se dalle prime prenotazioni emerge ancora una volta una preferenza per il turismo nostrano, in base al Dpcm del 2 marzo e alle risposte fornite dal ministero dell’Interno ad Astoi Confindustria, è emerso che è consentito viaggiare verso i paesi che fanno parte dell’elenco C ossia: Austria, Grecia, Cipro, Paesi Bassi, Spagna, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ungheria, Islanda, Francia, Estonia, Finlandia, Belgio, Croazia, Bulgaria,Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Lussemburgo, Lituania, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.
Di fatto è possibile raggiungere i paesi indicati e se fermati dalle forze dell’ordine basta mostrare i biglietti e le prenotazioni del viaggio per passare indenni.

Tampone prima della partenza e al ritorno

Dunque sì, è possibile viaggiare all’estero ma solo nei paesi inseriti nell’elenco C e dopo essersi sottoposti a tampone obbligatorio sia all’andata che al ritorno o eventuale isolamento fiduciario una volta tornati in Italia nel caso in cui non si faccia il test. È stata la stessa Astoi Viaggi a chiarire: “Fino ad ora non c’era chiarezza su come la normativa che consente di recarsi liberamente in un Paese dell’area Ue/Schengen potesse conciliarsi con le misure restrittive adottate sul territorio nazionale, ovvero con le note misure articolate in base alle fasce di rischio ad es. zona arancione, rossa”.
Ovviamente è sempre raccomandato controllare il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina per verificare la situazione dei singoli paesi e le normative previste di ingresso, in quanto le autorità locali potrebbero imporre dei limiti.

Vedi anche: Passaporto vaccinale europeo digitale in arrivo a giugno? Cosa cambierà

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