Vertice Ue al via: obiettivo evitare il crollo dell’Euro

Due giorni per evitare che l'Europa resti bloccata nella palude delle divisioni e dell'attendismo. Le questioni sul tavolo del summit, grandi assenti sono gli Eurobonds

di Enzo Lecci, pubblicato il
Due giorni per evitare che l'Europa resti bloccata nella palude delle divisioni e dell'attendismo. Le questioni sul tavolo del summit, grandi assenti sono gli Eurobonds

Manca meno di un’ora all’apertura dell’atteso vertice europeo (Bruxelles 28 e 29 giugno) che secondo alcuni analisti segnerà uno spartiacque irreversibile sul futuro dell’Euro e sulla capacità dell’Europa di evitare il crollo della moneta unica. Sul tavolo dei potenti di Bruxelles ci sono almeno quattro questioni delicatissime: la sorveglianza centralizzata sulle banche, lo scudo anti spread proposto dal premier italiano Monti per evitare che anche i paesi che si stanno impegnando sul fronte del risanamento possano subire gli attacchi della speculazione sui loro titoli e, per finire, la tobin tax e chiaramente la ripresa economica. Grandi assenti sul tavolo di Bruxelles saranno invece gli Eurobond. La Germania, su questo punto, è stata infatti abbastanza chiara. Al di là delle categoriche parole della Merkel (“Finchè vivrò non saranno Eurobond“) i segnali dei giorni scorsi sono stati abbastanza inequivocabili e tutto lascia ritenere che per gli Eurobond oggi e domani a Bruxelles non ci sia proprio spazio. Poco importa che questa mattina il ministro tedesco delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, durante un’intervista al Wsj, abbia lasciato aperti alcuni spiragli sostenendo che la Germania potrebbe ammorbidire la sua posizione sugli Eurobonds purchè ci sia un’unica autorità centrale a vigilare sui conti di tutti gli stati, il che, in termini spiccioli può significare una sola cosa: fine delle specifiche sovranità in tema di bilancio. L’intoppo riguarda però proprio i tempi di attuazione. Se è vero che Berlino punterà sulla centralizzazione del rigore, è altrettanto vero che solo dopo si possa parlare di mutualizzazione del debito. Insomma, ancora una volta, sono i tempi di attuazione i grandi nemici di un piano europeo contro la crisi. Non essendoci quindi alcuni spazio per gli Eurobonds, è altamente probabile che dal vertice possano uscire solo accordi per la centralizzazione dei controlli. Ma in cambio di cosa? Gli analisti ritengono che questo “qualcosa” possa essere proprio lo scudo anti spread, il gettito d’acqua fredda per evitare gli i titoli di stato diventino roventi sotto il fuoco ella speculazione. L’idea, lanciata da Monti, è stata per la verità accolta con molta freddezza da Berlino con la solita Merkel che ha affermato che strumenti analoghi già esistono. Al di là di queste parole però è chiaro che il rigore centralizzato di stampo tedesco potrà passare solo se Berlino concederà qualcosa. I rumors affermano, su questo punto, che Monti avrebbe già alzato la voce nei tanti bilaterali dei giorni scorsi: Tobin Tax in cambio dello scudo.  

Raffica di incontri tra i leaders europei

A poche settimane dal G20 del Messico, gli incontri tra i vertice europei sono stati davvero tanti. Se il massimo riserbo vige sui contenuti dei summit e dei mini-summit, è evidente che la parola d’ordine è una sola: cercare un’intesa per evitare il crollo dell’Euro, e, nel più breve periodo, un’estate roventissima per Italia e Spagna. Su questo punto le idee di Monti sembrano abbastanza chiare. Per questo il premier ha voluto una fiducia forte dal Parlamento. L’intento di Monti di Monti è presentarsi a Bruxelles con le carte in regola e con il pieno appoggio del Parlamento per poi realizzare un’accorta opera di ricucitura e compromesso.  

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Argomenti: Crisi Euro

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