Vertice Ue: accordo sullo scudo anti-spread. Il pressing di Monti è vincente

L'Italia vince la sfida più importante con la Germania: 14 ore di colloqui, toni a tratti drammatici ma alla fine il meccanismo di stabilizzazione dello spread passa

di Enzo Lecci, pubblicato il
L'Italia vince la sfida più importante con la Germania: 14 ore di colloqui, toni a tratti drammatici ma alla fine il meccanismo di stabilizzazione dello spread passa

Come da calendario è ripreso verso le 10,30 il vertice europeo. Prima dell’avvio dei lavori (27 i capi di stato presenti) c’è stato un breve faccia a faccia tra il premier Monti , la cancelliera tedesca Merkel e il numero uno della Bce Draghi. Secondo gli ultimi rumors la cancelliera tedesca aveva in mano un documento con alcuni punti evidenziati. Dopo il toor de force di ieri, questa mattina le facce a Bruxelles sono sembrate più rilassate, con molti leader che sin sono avvicinati a Monti per stringergli la mano. La più tesa è sembrata Angela Merkel, ma i duri faccia a faccia di ieri sembrano davvero solo un ricordo.  

La cronaca dell’accordo

Alle fine dopo 14 ore di colloqui serrati, e a tratti davvero drammatici, l’atteso accordo tra i paesi europei sullo scudo anti spread è arrivato. Il vertice europeo di Bruxelles quindi si avvia alla conclusione (oggi l’ultima giornata di lavori) in un clima essenzialmente più disteso. Il raggiungimento dell’intesa è stato annunciato questa mattina alle ore 4. L’accordo sullo spread è inserito in un più ampio disegno basato su più punti, tra i quali ci sono quelle misure per la crescita da 120 mld di euro che erano state già approvate nella serata di ieri. Proprio queste misure, nelle intenzioni tedesche, dovevano essere il contentino da dare alla Spagna e all’Italia, per far venir meno quelle pretese più forti, tra cui lo scudo anti spread, che Roma aveva già annunciato e Berlino aveva già bocciato. Invece la trattativa a oltranza su cui Monti ha tanto puntato ha fatta saltare il tavolo di quella che i mezzi di informazione hanno definito come una lunga partita a scacchi, fatta di mosse e di contromosse. In pratica grazie all’appoggio esterno della Francia, Roma e Madrid sono riuscite ad accerchiare la Germania che già ieri aveva perso l’appoggio di pezzi del suo fronte dell’intransigenza tra cui quella Finlandia che nel pomeriggio aveva aperto sul meccanismo anti spread. L’accordo raggiunto prevede quindi l’impegno europeo a varare misure per stabilizzare i mercati e per la capitalizzazione diretta delle banche. In termini pratici l’intesa prevede l’intervento automatico dell’Esm nel momento in cui gli spread di una nazione che si sta impegnando sul fronte del risanamento superino una certa soglia. Un meccanismo che nelle intenzioni di Monti dovrebbe servire a mettere nell’angolo la speculazione e a dare finalmente quell’immagine di unità che in quest’Europa è sempre mancata.  

Lo scudo anti spread

Dopo l’annuncio dell’accordo (i leader europei sono rientrati nel loro alloggi alle 5) Monti ha letteralmente stupito tutti affermando che l’intesa è positiva per il rafforzamento dell’Euro ma che l’Italia non intende avvalersi di questo nuovo strumento poichè non è ha bisogno. La strategia di Monti sembra quindi essere molto chiara e punta tutto sulla necessità di togliere terreno alla sfiducia. A conti fatti quindi il vero vincitore di questo summit sembra essere proprio lui, Mario Monti che distrutto ma soddisfatto alla fine di questa lunghissima partita a scacchi ha dichiarato che “E’ stato un giorno difficile perche’ pur riconoscendo l’importanza del pacchetto crescita l’Italia e poi la Spagna hanno messo una loro riserva d’attesa alla sigla dell’intesa. Per noi andava approvato tutto un pacchetto unitario con le misure di stabilizzazione a breve da decidere a 17. C’e’ stata tensione e una lunga discussione ma alla fine si e’ raggiunto l’accordo“.  

 Cosa cambierà in base all’accordo

Al di là delle misure sulla crescita, il punto più importante di questo accordo è proprio lo scudo antispread. In base all’intesa quindi i paesi virtuosi che vogliono usufruire dell’intervento dell’Esn per stabilizzare i mercati, potranno farlo senza che la Troika diventi quell’ospite sgradito che tante popolazioni europee hanno conosciuto bene. L’intesa sarà implementata entro il 9 luglio. In base agli altri dettagli che sono stati resi noti la troika continuerà solo a supervisionare eventuali aiuti che saranno concessi ai Paesi in difficoltà. “La richiesta del paese – ha chiarito la Merkel- sara’ presentata a una commissione con la quale verrà concordato un memorandum di intenti con le scadenze da rispettare. La troika dovra’ poi agire da supervisore, come sempre accade con L’Efsf e l’Esm, quando le condizioni verranno definite”  

Soddisfazione anche da parte della Merkel e di Mario Draghi

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso, alla fine del vertice, una certa soddisfazione, pur sottolineando che i Paesi dell’area Euro hanno ancora bisogno di nuove intese sulle questioni a lungo termine. Parlando con la stampa la Merkel ha detto:  “Abbiamo preso le decisioni giuste, specialmente riguardo crescita e lotta alla disoccupazione e nel quadro dei fondi Esm e Efsf“. Anche il numero uno della Banca Centrale Europea si è detto molto soddisfatto per l’intesa raggiunta.  Per Draghi inoltre l’accordo raggiunto rappresenta un risultato tangibile per la tenuta della zona Euro.          

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Argomenti: Crisi Euro