Verdini: né PD né Berlusconi. Cos’è Ala?

Verdini si stacca da Forza Italia, fonda Ala e non entrerà nel PD: quali sono gli obiettivi del suo nuovo gruppo parlamentare?

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Verdini si stacca da Forza Italia, fonda Ala e non entrerà nel PD: quali sono gli obiettivi del suo nuovo gruppo parlamentare?

Non si iscriverà al Partito Democratico e non rinnega Berlusconi, ma il passaggio a sinistra è irrevocabile: Denis Verdini ha fondato il nuovo gruppo parlamentare al Senato – che sarà anche un partito – dal nome emblematico, Ala, acronimo che sa per Alleanza Liberalpopolare Autonomie, ma per alcuni è già il simbolo del becero trasformismo politico di questi ultimi anni. Lo strappo con Forza Italia c’è e fa male ma era inevitabile, commenta lo stesso Verdini, che auspicava un’identità di vedute che alla fine non c’è stata. Lo scopo di Ala? Quello di andare avanti con le riforme costituzionali e appoggiare il governo iniziando dal ddl Boschi. Oltre a Verdini, nel gruppo figurano Lucio Barani, Giuseppe Compagnone, Riccardo Conti, Vincenzo D’Anna, Ciro Falanga, Pietro Langella, Eva Longo, Riccardo Mazzoni e Antonio Scavone. E a chi chiede se il gruppo avrà un braccio anche alla Camera, Verdini non dice né sì né no: “Vedremo a settembre“, sebbene Barani – che è il presidente del gruppo al Senato – vorrebbe partire sin da subito.  

PD? Nessuno vuole entrarci

La conferenza di presentazione di Ala è sta densa di spunti. Verdini ha voluto cominciare tranquillizzando “gli amici della sinistra PD” e affermando che “nessuno di noi ha voglia di iscriversi o entrare nel PD“. Saranno 10 quindi i voti in più al governo, necessari per l’approvazione delle riforme costituzionali, non solo sul ddl Boschi (“va approvato così com’è altrimenti si ritorna nel pantano”) ma anche sugli altri che seguiranno.  

Addio a Berlusconi e identità del partito

Inevitabile l’ultimo (l’ultimo?) passaggio sull’addio a Forza Italia: “Lo strappo, come tutti gli strappi, arreca dolore e fa male, ma quando non ci sono identità di vedute nessuno finisce o muore, ognuno vede le cose in maniera diversa.

Sono ancora molto leale a Berlusconi, eppure vediamo le cose in maniera diversa”. Tra i sostenitori più accaniti del patto del Nazareno, Verdini lascia libertà ai suoi di votare sulle riforme, perché come dice lui stesso, “nella nostra componente c’è chi ha votato le riforme e c’è chi non lo ha fatto ed è libero di mantenere questa posizione. La maggior parte però le hanno votate dall’inizio sia in Senato sia alla Camera. Ricordo che abbiamo fatto le riforme insieme ad altri, ma non sono le riforme di altri se su certi punti c ‘è la nostra identità. Saremo liberi di completare la legislatura costituente come avevamo iniziato”.  

Ala al centro moderato del Paese

Quali sono gli obiettivi di Ala per il post-riforme? “Una prospettiva politica c’è”, confessa Verdini “e rispecchia l’area moderata che dev’essere il centro del Paese, perché il centro determina la vittoria dell’una o dell’altra parte e per fare ciò deve avere la libertà di muoversi priva dei pregiudizi per realizzare le riforme con una maggioranza allargata e dare perciò stabilità agli elettori”. Insomma, Ala come ago della bilancia? Per ora si parla solo come di un “gruppo importante per la democrazia e la vita delle Istituzioni”. E in tempo di eventuali elezioni? Per ora le riforme, dopo chissà…

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