Venti di impeachment in Brasile provocano perdite per $150 miliardi

Mercati in subbuglio in Brasile, dove in una sola seduta sono stati "bruciati" 150 miliardi di dollari sul caos politico generato dal nuovo possibile impeachment ai danni del presidente Michel Temer. Si rischia una nuova recessione.

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Giuseppe Timpone

Crolla borsa brasiliana su nuovo rischio impeachment

E’ stata una seduta drammatica quella di ieri in Brasile, travolto dall’ennesimo scandalo politico, che anche stavolta, come nemmeno un anno fa, potrebbe portare il presidente Michel Temer all’impeachment. Il quotidiano O Globo ha riportato la notizia, secondo la quale la Corte Suprema sarebbe in possesso di un nastro consegnato agli inquirenti dai fratelli Joesly e Wesley Batista, che avrebbe registrato una conversazione con il capo dello stato a marzo, nel corso della quale questi avrebbe avallato il pagamento di una tangente in favore di Eduardo Cuhna, ex presidente del Senato, da mesi in carcere con l’accusa di corruzione, affinché restasse in silenzio in merito alle indagini sulla tangentopoli brasiliana.

L’indice Ibovespa è crollato all’apertura del 10,5%, tanto che le contrattazioni sono state sospese subito. A fine giornata, ha chiuso con un pesante -8,8%, mentre il cambio tra real e dollaro si è impennato da meno di 3,10 a 3,37, segnando un deprezzamento dell’8,2%. Molto male anche per i titoli di stato, i cui rendimenti biennali sono esplosi di quasi 160 punti base al 10,56%, così come quelli decennali di 171 bp all’11,73%, in entrambi i casi riportandosi ai livelli più alti segnati tra dicembre e gennaio scorsi. (Leggi anche: Borsa brasiliana e real crollano)

Politica nel caos in Brasile

Il presidente ha tenuto un discorso, nel quale ha mostrato la volontà di non dimettersi. Lungi dall’avere rassicurato gli investitori, il rischio è che adesso da qui alla fine dell’anno prossimo, quando si celebreranno le nuove elezioni presidenziali, il paese rimanga in balia del caos politico, senza che il governo sia nelle condizioni di fare approvare alcuna riforma, specie se impopolare.

E a caos si aggiunge caos, perché la Corte Suprema potrebbe persino annullare l’esito delle elezioni di due anni e mezzo fa, se accertasse che il Partito dei Lavoratori di Dilma Rousseff sia stato finanziato illecitamente. A questo punto, però, più che un rischio potrebbe diventare una scappatoia per evitare un anno e mezzo di stillicidio politico, convocando in anticipo le elezioni. (Leggi anche: Investire in Brasile, questo il momento giusto?)

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