Venezuela, violenze per carenza di cibo; cambio legale a -50% in 2 mesi

Violenze per le strade del Venezuela, a causa della carenza di cibo, farmaci e altri beni di prima necessità. L'economia sta collassando, ma la gestione della crisi appare fuori controllo. Bolivar a oltre 400 contro il dollaro sul mercato ufficiale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Violenze per le strade del Venezuela, a causa della carenza di cibo, farmaci e altri beni di prima necessità. L'economia sta collassando, ma la gestione della crisi appare fuori controllo. Bolivar a oltre 400 contro il dollaro sul mercato ufficiale.

La carenza di beni di prima necessità è diventata così grave, che ieri si sono registrati diversi episodi di violenza in Venezuela, a cominciare dallo stato di Cabobo, dove alcuni manifestanti hanno bloccato per ore e per il secondo giorno consecutivo gli accessi all’autostrada che collega Valencia a Porto Cabello per chiedere, anzitutto, che il governo nazionale ripristini le forniture d’acqua potabile. La protesta è stata successivamente cessata con l’intervento della Guardia Nazionale. E sempre nel Cabobo, a Santa Ines, diversi abitanti di un quartiere hanno preso d’assalto una fabbrica per la produzione di mais, inferociti per la scarsità di cibo. Ad Aragua, ad ovest della capitale Caracas, altri manifestanti hanno protestato per l’assenza di luce, acqua, telefono e altri beni di prima necessità.

Crisi Venezuela tra carenza beni e servizi e inflazione illimitata

Per cercare di dare risposte a una popolazione stremata da file interminabili davanti ai negozi, carenza di beni sugli scaffali, blackout programmati e prezzi in crescita senza sosta, si è riunito nella giornata di ieri il Consiglio Economico Nazionale, istituito dal presidente Nicolas Maduro lo scorso 19 gennaio. Il vice-presidente Perez Abad ha dichiarato di essere profondamente preoccupato per la carenza di farmaci, di altri beni primari e per i disagi accusati dalla popolazione, come le lunghe file per fare la spesa, promettendo un interessamento del governo per migliorare l’efficienza della distribuzione. Quello della carenza di beni è un problema non nuovo, ma che va avanti in dimensioni allarmanti da un paio di anni, senza che il governo abbia smosso un dito per cercare di porre rimedio con soluzioni strutturali, ma limitandosi a sequestrare qualche stabilimento e a mandare in carcere imprenditori e commercianti accusati di sabotaggio dell’economia.

Crisi bolivar si aggrava anche sul mercato legale del cambio

Che la crisi sia arrivata probabilmente a un punto di non ritorno lo svela anche il tracollo del tasso di cambio legale semi-libero, vigente da un anno, il cosiddetto Simadi. Sulla piattaforma controllata dallo stato, ma che consente scambi di valuta secondo criteri tendenzialmente di mercato, il rapporto tra dollaro e bolivar ha sfondato ieri la soglia di 400, attestandosi a 403,45 e registrando così un quasi dimezzamento in appena due mesi (-48%). Niente in confronto al mercato nero, quello ancora preferito dai venezuelani per accedere ai dollari: lì per un biglietto verde bisogna sganciare quasi 1.100 bolivar, anche se nelle ultime settimane si starebbe registrando un lieve rafforzamento del cambio o almeno un arresto della caduta, guarda caso in coincidenza con la parziale liberalizzazione del Simadi, che non impone più il tetto di 200 bolivar per un dollaro.  

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Argomenti: Crisi del Venezuela, economie emergenti, valute emergenti