Venezuela, sprofonda il bolivar al mercato nero: cambio a 213,77 contro il dollaro

Il bolivar al mercato nero in Venezuela crolla a un cambio mai visto prima, sancendo il fallimento dell'ennesimo sistema valutario del paese, il Simadi, nato per fare affluire una maggiore quantità di dollari, ma rivelatosi ad oggi ininfluente.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il bolivar al mercato nero in Venezuela crolla a un cambio mai visto prima, sancendo il fallimento dell'ennesimo sistema valutario del paese, il Simadi, nato per fare affluire una maggiore quantità di dollari, ma rivelatosi ad oggi ininfluente.

Si aggrava la crisi valutaria in Venezuela, dove il Simadi (Sistema Marginal de Divisa), il quinto sistema di cambio in era chavista, non è riuscito nemmeno minimamente a scalfire il mercato nero, mostrando, al contrario, di essere sulla via della sconfitta contro di esso. Da ieri hanno accesso al Simadi anche gli agenti di cambio, ma le limitazioni imposte dal governo per richiedere dollari e alle fluttuazioni del bolivar hanno reso questo strumento, nato per far affluire una maggiore quantità di valuta estera grazie al libero scambio, pressoché inutile. Se il cambio su questa piattaforma è pari a 172,98 bolivar per un dollaro, al mercato nero è stata ampiamente sfondata la soglia dei 200 e in queste ore un biglietto verde viene scambiato contro ben 213,77 bolivar, un nuovo record negativo per la valuta venezuelana, che rispetto al cambio ufficiale di 6,3 varrebbe così il 97% in meno. Secondo Luis Vicente Leon, presidente di Datanalisis, istituto indipendente, lo stesso che da la popolarità del presidente Nicolas Maduro al 22%, sarebbero le limitazioni vigenti sul Simadi ad avere determinati la sconfitta contro il mercato parallelo, quello illegale del cambio.   APPROFONDISCI – Il Venezuela è davvero a rischio default nel 2015? Il bolivar collassa ancora   Il presidente di Fedecamaras, Jorge Roig, ha dichiarato a un foro organizzato da Econometrica che il cambio ufficiale di 6,3 è un dollaro “regalato”, che quello di 12 con il Sicad sarebbe anch’esso un dollaro regalato, ma che il cambio reale tra bolivar e dollaro non sarebbe, però, pari a 200. Roig ha richiamato il governo a razionalizzare il sistema dei cambi, dato che oggi ne sono ufficialmente presenti 3 (il quarto è il mercato nero) e ciò creerebbe evidenti distorsioni nella produzione delle imprese, perché a seconda dell’attività, in maniera del tutto arbitraria, un’impresa viene ammessa a uno o ad un altro cambio. Intanto, l’umore degli investitori si fa nerissimo, dopo che Maduro ha fatto arrestare il sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, suo oppositore politico, mentre un ragazzo di 14 anni è rimasto ucciso durante una protesta degli studenti contro il governo. L’economia del paese è al collasso, il pil quest’anno dovrebbe crollare del 7% e l’inflazione è salita al 69%, la più alta al mondo. Sugli scaffali di negozi e supermercati manca di tutto, come dimostrano le lunghe file davanti ai punti vendita. Le società straniere temono un’ondata di nazionalizzazioni delle utilities, anche se dalla Spagna è arrivata la rassicurazione ufficiale che i diritti delle imprese non dovrebbero essere toccati. Telefonica ha già dovuto iscrivere a bilancio una perdita di 2,8 miliardi di euro, avendo dovuto calcolare il suo fatturato a un cambio di 50, anziché di 12. In totale, le società private vantano crediti per 23 miliardi di dollari in Venezuela. Si tratta di fatturato in bolivar non ancora convertibile in dollari per l’assenza di valuta straniera. L’unica certezza è che dovranno convertire i loro crediti a forte sconto. Se lo facessero con il Simadi, oggi perderebbero il 70%.   APPROFONDISCI – Venezuela, perché il nuovo cambio Simadi non scalfisce il mercato nero?  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie, crisi bolivar