Venezuela, riserve valutarie ai minimi dal 2003 e nuova stretta del governo sui prezzi

Riserve di valuta straniera ai minimi da 12 anni e mezzo in Venezuela, dove il governo vara una stretta sui prezzi per combattere l'inflazione.

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Riserve di valuta straniera ai minimi da 12 anni e mezzo in Venezuela, dove il governo vara una stretta sui prezzi per combattere l'inflazione.

Al 16 ottobre scorso, le riserve valutarie in Venezuela risultavano scese di 614 milioni di dollari a 15,3 miliardi, il livello più basso dal maggio del 2003. Lo comunica la banca centrale, quando tra questo e il prossimo mese sono attese scadenze di debiti in dollari per 4,5 miliardi, incluso un bond di PDVSA, di cui 1,5 miliardi entro il 31 e altri 3 miliardi a novembre. Secondo Eurasia Group, il paese dovrebbe essere in grado di onorare i pagamenti per quest’anno, mentre il rischio di un default viene stimato al 60% per il 2016.

Governo nega imminente default Venezuela

  Tuttavia, il ministro delle Finanze, Rodolfo Marco Torres, cerca di rassicurare gli investitori e garantisce che il governo avrebbe tutte le risorse necessarie per continuare a pagare i suoi debiti, affermando che alla fine dell’anno avrà sborsato 13 miliardi di dollari e spiegando che il 68% del debito sovrano è domestico, mentre il 32% è verso l’estero. Ma un quarto di quest’ultimo sarebbe oggi nelle mani di enti statali. Al debito sovrano si aggiunge quello della compagnia petrolifera statale PDVSA, che quest’anno deve tra interessi e scadenze 5,8 miliardi di dollari per debiti contratti in valuta straniera e altri 10,8 miliardi nel 2016. L’economia venezuelana è al collasso, l’inflazione stimata vicina al 200%, anche se ufficialmente non vengono più pubblicati dati dal dicembre scorso. Nel tentativo di porre un freno alla crisi e frustrato dal costante peggioramento della situazione, il presidente Nicolas Maduro ha annunciato un nuovo giro di vite contro imprese e commercianti, con pene più severe per i trasgressori e la riformulazione del tetto massimo dei prezzi al dettaglio dei beni più importanti, tali da contenere al 30% l’utile del produttore e del rivenditore.

 

Maduro attacca la “speculazione”

In realtà, proprio i prezzi amministrati sarebbero paradossalmente alla base dell’accelerazione dell’inflazione, perché disincentivano l’offerta e rendono carenti i beni prodotti e immessi sul mercato. Ma Maduro è tornato ad accusare della crisi la speculazione, avvertendo che alla fine vincerà il popolo. E  dopo diversi giorni di inversione di tendenza, il bolivar sta continuando a collassare al mercato nero, dove il cambio risale a 788, 125 volte più alto di quello ufficiale.    

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