Venezuela, preoccupa l’assenza di dati ufficiali. A marzo l’inflazione sale al 100%

Nessun nuovo dato sull'inflazione in Venezuela da 4 mesi. Il mercato cerca di capire quanti dollari ha in cassa Caracas, ma l'assenza di trasparenza nelle informazioni rende tutto più complicato.

di , pubblicato il
Nessun nuovo dato sull'inflazione in Venezuela da 4 mesi. Il mercato cerca di capire quanti dollari ha in cassa Caracas, ma l'assenza di trasparenza nelle informazioni rende tutto più complicato.

Non ci sono dati ufficiali sull’inflazione in Venezuela sin dal mese di dicembre, quando la crescita dei prezzi su base annua fu del 68,5%, la più alta al mondo. Da allora, la banca centrale non ha più fornito aggiornamenti, così come non si hanno dati nemmeno sull’andamento della spesa pubblica. Non una dimenticanza, ovviamente, bensì una precisa strategia del governo di Nicolas Maduro, che non vuole prestare il fianco alle critiche di quanti, oppositori e analisti, ritengono che il paese sia prossimo al collasso finanziario. Oggi, il Centro di Documentazione e Analisi Sociale della Federazione Venezuela degli Insegnanti (Cendas – FVM) ha pubblicato i dati relativi al mese di marzo, quando per acquistare un paniere di beni primari per una famiglia di 5 componenti sono serviti 35.124 bolivar, il 99,9% in più su base annua. Pertanto, solo per l’acquisto dei beni necessari per la sopravvivenza servirebbero oggi nel paese sudamericano 6,2 salari minimi.   APPROFONDISCI – Venezuela, inflazione attesa al 200% con l’aggravarsi della scarsità di beni  

Timori per default Venezuela

L’analisi dei dati suggerisce anche che ben 17 beni scarseggiano sugli scaffali dei negozi e supermercati, spia di un’economia impossibilitata ad importare prodotti dall’estero, a causa della mancanza di dollari. Ieri, il presidente Maduro ha annunciato che dalla Cina sono arrivati 5 miliardi di dollari di prestiti e che altri dovrebbero presto fare ingresso a Caracas, mirati a sostenere lo sviluppo del paese. Un simile annuncio era arrivato a dicembre, quando la Cina aveva erogato al Venezuela altri 4 miliardi, ma gli effetti sulle riserve valutarie non si sono visti, dato che restano a poco più di 20 miliardi di dollari, ai minimi dal 2003, di cui solo il 15% prontamente disponibili in contanti. Ma entro il 2017 dovrebbero essere effettuati pagamenti per 30 miliardi e 10 entro i prossimi 10 mesi. Dunque, l’aggiornamento costante dei dati ufficiali servirebbe per capire se il paese rischi davvero o meno il default, stimato al 50% da qui a un anno, la percentuale più alta al mondo dopo Ucraina e Grecia.   APPROFONDISCI – Venezuela rimborsa bond da 1 miliardo e allontana il default   Eppure, il Fondo Monetario Internazionale non ha stigmatizzato l’atteggiamento di Caracas, sostenendo che il flusso delle informazioni fornite dal governo sarebbe sufficiente e ragionevole.

Si tratta di una presa di posizione alquanto peculiare, considerando lo scontro negli anni scorsi tra l’istituto e l’Argentina, minacciata di essere espulsa dall’organizzazione, se non avesse dato vita a un sistema più attendibile di rilevazione dei prezzi.

Crisi bolivar gravissima

Alla base della crisi venezuelana c’è il bolivar: al mercato nero oggi ne servono più di 275 per un solo dollaro; al cambio ufficiale si ha un rapporto di appena 6,3, mentre il cambio di mercato gestito dalla piattaforma statale segnala quasi 197. E l’assenza di dollari è stata resa ancora più drammatica dal crollo delle quotazioni del petrolio, che rappresenta il 95% delle esportazioni del paese.   APPROFONDISCI – Il Venezuela vende l’oro per pagare i debiti, il bolivar crolla a un nuovo cambio record   Nemmeno in questo caso si dispongono di dati aggiornati sin dal dicembre del 2013. L’unico modo per capire se Caracas ha dollari a sufficienza per scampare al default e fino a quando sarebbe, infatti, quello di conoscere le entrate di valuta straniera, ossia l’andamento delle esportazioni. Invece, niente. Tanto che Deutsche Bank usa dati approssimati e desunti dalle statistiche dei maggiori partner commerciali del Venezuela per cercare di stimare il valore delle esportazioni del paese e l’ingresso di dollari, ma ottenendo risultati che non s’intuisce quanto possano avvicinarsi alla realtà.   APPROFONDISCI – Il Venezuela riduce il rischio default con una stretta sulle vacanze all’estero

Argomenti: ,