Venezuela: petrolio importato dagli USA, collasso economico spingerà i prezzi?

Il Venezuela ora importa petrolio dagli USA. Paradosso di un paese con le più vaste riserve al mondo, la cui economia è in pieno collasso.

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Il Venezuela ora importa petrolio dagli USA. Paradosso di un paese con le più vaste riserve al mondo, la cui economia è in pieno collasso.

Sembra un paradosso, ma il paese con le più vaste riserve di petrolio al mondo sta importando greggio dall’estero. Il Venezuela sta acquistando greggio leggero dagli USA al ritmo di 50.000 barili al giorno, in modo da mescolarlo con il suo greggio pesante, rendendolo idoneo alla raffinazione.

Eppure, il paese andino avrebbe anche il “light crude” in casa, il giacimento di El Furrial, nel nord-est, che all’apice della sua attività è arrivato a offrire 453.000 barili al giorno. Poi, nel 2009 l’allora presidente Hugo Chavez ha deciso di nazionalizzare Wilpro, la compagnia che si occupava del suo sfruttamento e il risultato è che la produzione attuale risulta più che dimezzata.

Gli USA non sono gli unici a esportare greggio verso il Venezuela, consentendogli a sua volta di esportare il suo. Diverse compagnie straniere approdano nei porti del paese, salvo dovere attendere anche settimane prima di essere pagati. Alcune decidono di ripartire senza scaricare i barili, perdendo la pazienza. (Leggi anche: Venezuela chiede taglio offerta petrolio)

Crisi Venezuela, collasso in corso

L’economia venezuelana è al collasso e il petrolio, che rappresenta il 96% delle sue esportazioni, non solo non sta fornendo più un contributo positivo, ma è anch’esso in declino. La sua produzione giornaliera è scesa a 2,4 milioni di barili, in calo di 350.000 su base annua e di quasi un milione rispetto al 1998, anno di arrivo al potere di Chavez. Tutto questo, a fronte della triplicazione degli addetti presso la compagnia petrolifera statale PDVSA.

La PDVSA è stata la gallina dalle uova d’oro del chavismo, avendo fornito utili per 250 miliardi di dollari tra il 2000 e il 2015, utilizzati per scopi del tutto estranei alla sua attività, privandola delle risorse necessarie per effettuare investimenti e rendere i giacimenti più produttivi. (Leggi anche: Venezuela, economia in ginocchio)

 

 

 

Vertice OPEC su pressioni Venezuela

Il pil è atteso in calo del 10% quest’anno, dopo essere diminuito del 5,7% nel 2015. L’economia è stremata dalla carenza elevatissima di beni primari e medicine, a causa delle riserve valutarie crollate ai minimi dal 2003 ad appena 12 miliardi di dollari, che rendono pressoché impossibili le importazioni di beni dall’estero.

E il Venezuela importa i tre quarti dei beni che consuma, mentre i due terzi della valuta pesante incassata dalla PDVSA con le esportazioni di greggio servono ormai solamente per pagare i debiti sia della compagnia, sia dello stato. (Leggi anche: Venezuela, bond PDVSA 2020)

Il petrolio è cruciale per evitare il crollo totale dell’economia venezuelana, tanto che il governo di Caracas è il più attivo in questi mesi nel chiedere all’OPEC, di cui fa parte, un accordo per sostenere le quotazioni. Ma cosa accadrebbe, nel caso in cui i prezzi restassero ai livelli attuali e a causa dell’assenza di investimenti, le estrazioni nel paese continuassero a diminuire, mentre nessuna compagnia straniera fornisse alla PDVSA il greggio leggero necessario per la raffinazione?

Prezzi petrolio in risalita con collasso Venezuela?

Lo scenario è tutt’altro che irrealistico o lontano, mentre le conseguenze sarebbero disastrose. Esploderebbero certamente tumulti, i quali sono già in corso e soppressi a fatica dai militari, date le sofferenze quotidianamente patite dai 30 milioni di abitanti, impossibilitati anche solo a fare la spesa. Sul piano internazionale, il crollo del Venezuela segnerebbe la temporanea assenza di 1,8 milioni di barili di greggio, quelli esportati ogni giorno, pari al 2% del totale. Probabile, quindi, che non sarà un accordo tra i membri del cartello a ravvivare i prezzi, bensì un eventuale collasso della produzione venezuelana. (Leggi anche: Maduro inseguito dalla folla)

 

 

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