Venezuela: Maduro alza ancora il salario minimo, ma vale solo 26 dollari al mese

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, aumenta del 30% il salario minimo, che paradossalmente risulta essere allo stesso tempo quasi il più alto e il più basso delle due Americhe.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, aumenta del 30% il salario minimo, che paradossalmente risulta essere allo stesso tempo quasi il più alto e il più basso delle due Americhe.

In occasione del Primo Maggio, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha annunciato che alzerà per la seconda volta in un anno il salario minimo del 30%. La prima tranche dell’aumento sarà erogata con  la busta paga di maggio, la seconda a luglio. L’innalzamento porta il salario minimo sarà a 7.324 bolivar al mese e arriva dopo quello del 15% di gennaio. Secondo gli analisti, questi provvedimenti non faranno altro che alimentare ulteriormente l’inflazione, già esplosa al 69% a dicembre, mese dopo il quale non sono stati pubblicati aggiornamenti ufficiali sulla variazione dei prezzi. D’altronde, l’intento di Maduro è quello di frenare il forte malcontento nel paese, dovuto proprio all’elevata perdita di acquisto dei salari e alla carenza diffusa di beni, essendoci pochi dollari disponibili per importare prodotti dall’estero.   APPROFONDISCI – Venezuela, preoccupa l’assenza di dati ufficiali. A marzo l’inflazione sale al 100%  

Crisi bolivar gravissima

Proprio il cambio rappresenta l’aspetto più delicato della crisi economica e finanziaria venezuelana. Stando a quello ufficiale di 6,3 bolivar per un dollaro, il salario minimo risulta alzato a 1.162 dollari, ovvero al livello più alto nelle due Americhe, dopo il Canada. Peccato che la realtà si enormemente diversa. Il cambio secondario gestito dal governo, noto come Simadi, e che consente una fluttuazione grosso modo semi-libera del  bolivar sul mercato indica che per un dollaro servono quasi 200 bolivar, per cui il salario minimo crollerebbe ad appena 37 dollari al mese. Peggio ancora, se si tenesse conto del cambio vigente sul mercato nero (280 bolivar per un dollaro); in quel caso, il nuovo salario minimo ammonterebbe a poco più di 26 dollari mensili. Si calcola, poi, che nel Venezuela percepisca il salario minimo ben il 60% dei lavoratori, una percentuale tripla di quella di paesi come la Colombia, il Brasile e il Messico, a dimostrazione dei bassi redditi reali della popolazione locale a 16 anni dalla “Rivoluzione socialista” di Hugo Chavez.   APPROFONDISCI – Dramma Venezuela, col salario minimo non compri nemmeno il cibo  

Mancano dollari

In ogni caso, se si considerano i tassi di mercato, dove il bolivar arriverebbe a valere intorno al 97% in meno del suo cambio ufficiale, il salario minimo venezuelano sarebbe il più basso di tutto il continente americano. La nettissima contrapposizione tra i dati formali e quelli reali dell’economia di Caracas evidenziano la distorsione provocata dalle politiche del governo di Maduro, che si trova a fronteggiare l’impossibilità al cambio ufficiale di importare beni dall’estero, ma che non si arrende all’idea di far fluttuare il bolivar liberamente, perché teme che una svalutazione eccessiva metta a rischio i pagamenti del debito contratto in valuta estera. La crisi è stata esacerbata, negli ultimi mesi, anche dal dimezzamento delle quotazioni del petrolio, materia prima che rappresenta per il Venezuela il 97% delle esportazioni e dei dollari in entrata nel paese.   APPROFONDISCI – Venezuela, inflazione attesa al 200% con l’aggravarsi della scarsità di beni  

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Argomenti: Altre economie, crisi bolivar, salario minimo