Venezuela, le nuove leggi di Maduro avvicinano la svalutazione del bolivar

Il presidente Nicolas Maduro decreta alcune leggi, che vanno nella direzione di una parziale liberalizzazione del tasso di cambio. La svalutazione del bolivar appare inevitabile e potrebbe arrivare dopo Natale.

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Mentre sul mercato nero in Venezuela, un dollaro si scambia ormai contro 153,7 bolivar (+30% in un solo mese), il tasso di cambio fisso di 6,3 non è stato ancora rimosso, ma il presidente Nicolas Maduro ha fatto pubblicare in Gazzetta Ufficiale alcune nuove norme, che vanno nella direzione di una liberalizzazione apparente del mercato valutario. Per prima cosa, è stato disposto che la banca centrale potrà svolgere qualsiasi operazione vorrà sul mercato dei cambi, senza ottenere preventivamente il consenso del Congresso. Si tratta di una clamorosa iniziativa, che mira a rendere l’istituto un pò più indipendente dal potere politico, sebbene oggi sia controllato in tutto da Maduro.   APPROFONDISCI – In Venezuela si aggrava la crisi del bolivar: -95% sul mercato nero, in vista del Natale  

Verso svalutazione bolivar

Ma le novità non si fermano qui. I non residenti per meno di 80 giorni nel paese e coloro che effettuano operazioni con i titoli emessi dal Venezuela sono stati aggiunti alla lista dei soggetti esentati dal giustificare la detenzione di dollari. Infine, il decreto ha rimosso dalla lista delle operazioni illegali l’acquisto di dollari al di fuori dal circuito ufficiale delle aste governative. Per quanto non si tratti ancora di una reale liberalizzazione del tasso di cambio, che resta ancorato all’irrealistico rapporto di 6,3 bolivar per dollaro, i provvedimenti varati in questi giorni da Maduro, che hanno efficacia sin da oggi, mostrano l’evidente volontà del governo socialista di Caracas di puntare a una svalutazione a breve. La misura si rende necessaria per lo stato catastrofico in cui versa l’economia venezuelana, caratterizzata da un’inflazione al 63,4% in agosto, la più alta al mondo, ma che l’opposizione denuncia essere salita nel frattempo a oltre il 70%, nonché da una carenza diffusa di beni e servizi, a causa della mancanza di dollari con cui comprare dall’estero.

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Il sistema delle aste

Per ovviare alla scarsità di merci, tra cui molti alimenti di base, il governo ha disposto nei mesi scorsi la tenuta di aste periodiche, con le quali la banca centrale distribuisce dollari alle imprese importatrici che ne fanno richiesta e che si registrano in un’apposita lista, vincolandosi a utilizzare i biglietti verdi per acquistare i beni dall’estero necessari alla rivendita o produzione in patria. Le cosiddette Sicad I prevedono la distribuzione di dollari alle imprese importatrici e produttrici di beni primari a un tasso di 12 a 1. Le Sicad II offrono dollari alle imprese importatrici e produttrici di beni secondari a un cambio di circa 50 a 1. Questo complesso sistema valutario a tre cambi di fatto ha portato a gravi arbitrarietà del governo, nonché a un notevole disfunzionamento dell’economia. Chi non è in grado di entrare nelle grazie del governo per accaparrarsi dollari per l’acquisto di beni dall’estero deve rivolgersi al mercato nero, dove potrà ottenere valuta straniera a un tasso più alto di oltre il 95%. E molte imprese che hanno ottenuto dollari con le aste Sicad utilizzano la valuta per scambiarla proprio sul mercato nero con una quantità crescente di bolivar.   APPROFONDISCI – Il Venezuela smentisce la svalutazione del bolivar e i bond crollano. Ancora giù le riserve   Adesso che il più grande detentore di riserve petrolifere al mondo ha visto crollare le entrate di dollari, in seguito al crollo del prezzo del greggio, rappresentando quest’ultimo il 97% dell’export del paese e il 25% del suo pil, una maxi-svalutazione del bolivar sembra ormai inevitabile, perché compenserebbe, almeno in parte, il minore afflusso di dollari. Nelle scorse settimane, si era diffusa la voce che a gennaio vi sarebbe stata la svalutazione del bolivar, smentita da Maduro in persona. Eppure, tali voci riacquistano credibilità proprio in queste ore.   APPROFONDISCI – In Venezuela è rally dei bond dopo l’aumento delle riserve. Ma i dollari restano pochi

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