Venezuela, la crisi dilaga: tasso di miseria più alto al mondo

A causa dell'altissima inflazione, il Venezuela risulta il paese con il più alto tasso di miseria al mondo. E la crisi del bolivar si aggrava.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
A causa dell'altissima inflazione, il Venezuela risulta il paese con il più alto tasso di miseria al mondo. E la crisi del bolivar si aggrava.

Secondo la classifica stilata da Bloomberg, il Venezuela è il paese con il più alto di miseria al mondo (“Misery Index”), che si ottiene sommando il tasso d’inflazione a quello di disoccupazione. Caracas ha ottenuto un non lusinghiero primato mondiale con quasi 90 punti, avendo registrato lo scorso anno un’inflazione al 60%. Si consideri che un punteggio pari a 100 è considerato il peggiore livello dell’economia. Al secondo posto, ma a lunghissima distanza, troviamo un altro paese sudamericano, l’Argentina, un pò alle prese con problemi simili a quelli del Venezuela, ma che si ferma ancora a 30 punti. Seguono il Sudafrica, l’Ucraina e la Grecia, quest’ultima a 25 punti, mentre l’Italia è all’undicesimo posto con un punteggio intorno a 13. La Spagna sta al terzo posto intorno ai 23 punti e il Portogallo al decimo con qualche punto in più di noi. Tornando al Venezuela, il dramma della crisi economica che sta vivendo si può riassumere in pochi dati: nel 2015 è atteso un boom dei prezzi dei beni primari del 115% su base annua, dopo il +60,1% del 2014 e il +56,2% del 2013, il +20,1% del 2012 e il +27,6% del 2011. La produzione di beni e servizi è così tanto precipitata, che nei negozi non si trova praticamente di nulla, tanto che il governo ha stanziato nelle scorse ore 270 milioni di dollari per l’acquisto di medicine dall’estero e per l’incentivo alla produzione interna.   APPROFONDISCI – Il Venezuela è davvero a rischio default nel 2015? Il bolivar collassa ancora  

Crisi bolivar

Non  si sono registrati miglioramenti sul fronte del cambio, nonostante da quasi un mese è possibile ottenere dollari contro bolivar al tasso di mercato con la nuova piattaforma Simadi, gestita dal governo. Se il cambio ufficiale di riferimento per le importazioni di beni e servizi primari resta fisso a un irrealistico 6,3 contro il dollaro, sul Simadi un dollaro lo si scambia contro 172 bolivar, ma al mercato nero va molto peggio, perché si è arrivati ormai a un cambio di 237, una svalutazione del 97% rispetto al cambio ufficiale. Se il Simadi era nato per eliminare o almeno ridimensionare il mercato nero, non pare che sia riuscito nell’intento. E ciò nonostante la risalita delle quotazioni del petrolio, che rappresenta per il Venezuela il 95% delle sue esportazioni. Ad avere ridotto l’efficacia del Simadi sono state le limitazione al suo accesso di tipo legale, che lo ha reso un strumento marginale (come dice, peraltro, il nome stesso) di scambio tra bolivar e dollari.   APPROFONDISCI – Venezuela, sprofonda il bolivar al mercato nero: cambio a 213,77 contro il dollaro  

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Argomenti: Altre economie, crisi bolivar