Venezuela in ginocchio, dalla Cina altri $10 miliardi e il petrolio diventa un bancomat

La Cina presterà al Venezuela altri 10 miliardi di dollari, attraverso la compagnia petrolifera statale PDVSA. Il paese è al collasso finanziario e ha un sistema di cambio confuso.

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La Cina presterà al Venezuela altri 10 miliardi di dollari, attraverso la compagnia petrolifera statale PDVSA. Il paese è al collasso finanziario e ha un sistema di cambio confuso.

Alti funzionari di PDVSA, la compagnia petrolifera statale del Venezuela, hanno comunicato che la Cina presterebbe alla società altri 10 miliardi di dollari attraverso 2 finanziamenti. Il primo, pari a 5 miliardi, sarà erogato probabilmente già in aprile, in relazione ad alcuni progetti nel paese, e per la durata di 5 anni.

Tali fondi sarebbero depositati a riserva presso la banca centrale di Caracas. Altri 5 miliardi andrebbero a finanziare entro giugno progetti legati al comparto petrolifero. Negli ultimi 10 anni, Pechino ha sborsato per il paese sudamericano 45 miliardi, in cambio spesso dell’invio di petrolio semi-gratis.

Il “bancomat” del petrolio

La fonte ha riferito che la Cina sarebbe interessata a sostenere gli investimenti petroliferi di PDVSA, la fonte quasi unica di entrate di dollari nel Venezuela, rappresentando tra il 95% e il 97% delle esportazioni di Caracas. Con il tracollo delle quotazioni, il paese sta accusando quasi la scomparsa di dollari nel paese e una gravissima crisi fiscale, in quanto il cambio fisso non gli consente di approfittare della svalutazione del bolivar per compensare il più che dimezzamento delle entrate derivanti dalla vendita di greggio. Da qualche mese, però, la compagnia petrolifera ha ottenuto la possibilità di convertire i ricavi in dollari a un tasso peno penalizzante, in modo da sostenerne il fatturato.   APPROFONDISCI – Il Venezuela annuncia novità sul cambio per PDVSA. I creditori chiedono pagamenti in petrolio   I finanziamenti cinesi servirebbero ad aumentare la produzione di greggio, confermando così la tendenza in atto nel mondo a reagire alla crisi delle quotazioni con la crescita delle estrazioni. A causa dell’utilizzo di PDVSA da parte del governo come un ammortizzatore sociale, la compagnia ha visto triplicare dal 1999 ad oggi (dall’arrivo di Hugo Chavez al potere) il numero dei dipendenti, mentre la produzione si è ridotta per le vistose inefficienti e per l’assenza di risorse necessarie agli investimenti. Nel tentativo di aumentare l’ingresso di biglietti verdi, il presidente Nicolas Maduro si accingerebbe a consentire alle compagnie straniere attive nel paese nel campo dei progetti petroliferi o nell’erogazione di servizi a PDVSA la possibilità di convertire i ricavi al cambio più alto, dato che finora resta praticamente impossibile l’utilizzo del cambio ufficiale di 6,3.   APPROFONDISCI – Allarme Venezuela tra crisi, crollo del bolivar e voci di colpo di stato  

Il cambio non funziona

Al Simadi, la piattaforma pubblica per il libero scambio di bolivar contro dollari, il rapporto è salito in appena un mese dall’esordio a 190 dai 172 della prima seduta. Ma al mercato nero, un dollaro si scambia oggi contro 256 bolivar, mostrando una svalutazione di almeno il 63% rispetto al cambio ufficiale. In 3 anni, la valuta locale ha perso il 90%. Il governo sta utilizzando la statale PDVSA come un bancomat per evitare il default e continuare ad onorare il pagamento dei debiti. Nelle scorse settimane, la controllata Citgo, con sede nel Texas, ha dovuto emettere bond per 1,5 miliardi di dollari da trasferire attraverso la casa madre al governo, in modo da fornirgli la liquidità sufficiente per affrontare le scadenze. Il paese detiene riserve valutarie pari a meno di 22 miliardi, nemmeno sufficienti a pagare gli arretrati che lo stato ha nei confronti delle società straniere, le quali non hanno potuto da diversi mesi convertire in valuta straniera i loro ricavi maturati nel paese. Se dovessero accettare il cambio del Simadi, perderebbero in un solo colpo il 97% dei crediti vantati, ma pare che non ci siano alternative realistiche.   APPROFONDISCI – Il Venezuela vende l’oro per pagare i debiti, il bolivar crolla a un nuovo cambio record  

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